Covid, super variante sudafricana: tutto quello che sappiamo

Gli scienziati hanno lanciato l'allarme: sale la preoccupazione per il Covid. È stata infatti individuata una super variante sudafricana. Ecco cosa sappiamo.

Super variante sudafricana
Foto Unsplash | Quinten Braem

Arriva dal Sudafrica il nuovo allarme per il Covid: gli scienziati hanno individuato una variante particolarmente pericolosa, che ha grande capacità di mutare e può dunque diventare difficile da tenere sotto controllo. Tuttavia c’è una buona notizia riguardante l’efficacia dei vaccini nel ridurre il rischio di sviluppare la malattia in forma grave. Scopriamo tutto quello che c’è da sapere sulla super variante sudafricana.

Super variante sudafricana, perché preoccupa

Nei giorni scorsi, gli scienziati africani hanno rivelato la presenza, in alcune regioni del continente, di una super variante del Covid. Al momento è stata individuata in Sudafrica, in Botswana e ad Hong Kong, ma vi è stato un caso anche in Israele. Questa variante, scientificamente rinominata B.1.1.529, ha subito suscitato grande preoccupazione per le sue numerose mutazioni (che hanno già raggiunto quota 32). È infatti possibile che il virus divenga così più infettivo, o che possa aggirare la risposta immunitaria ottenuta mediante l’infezione o grazie al vaccino.

Ricordiamo che ciò che muta del virus è la proteina Spike, la stessa che viene “imitata” dal vaccino per stimolare il nostro sistema immunitario. Ed è proprio per questo che si teme l’inefficacia dovuta alla sua immunizzazione. Nonostante l’allarme, i medici hanno individuato alcune buone notizie. La prima è che la variante viene riconosciuta dai tamponi molecolari, quindi la si può individuare più rapidamente – e per gli scienziati può essere più facile tenerla sotto controllo. Come la variante Delta, anche questa si diffonde molto rapidamente. Ma attualmente non si sono verificati casi che hanno presentato sintomi insoliti (addirittura, ci sono stati diversi asintomatici).

Un’altra buona notizia è che, secondo gli scienziati, i vaccini potrebbero rivelarsi parzialmente inefficaci, tuttavia al contempo dovrebbero essere utili per ridurre il rischio di ricovero o di morte per Covid. Insomma, l’immunità acquisita mediante vaccinazione potrebbe presentare comunque elevati livelli di protezione, non dal contagio ma dalla malattia severa. Quel che è certo è che i medici hanno immediatamente iniziato a studiare questa nuova variante. L’obiettivo è quello di arrivare a conoscerla nel giro di poche settimane, così da individuare le armi migliori per combatterla. Ed evitare che, come sta accadendo ora in Sudafrica, possano decuplicare i casi di infezione tra la popolazione.