Covid, protezione del vaccino cala dopo 6 mesi

Secondo un recente studio inglese la protezione del vaccino covid registra un calo importante dopo 6 mesi dall'iniezione della seconda dose, tuttavia la barriera protettiva anti contagio rimane superiore al 60%

vaccino covid
Foto Pixabay | spencerbdavis1

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

La protezione del vaccino covid è già diminuita nei primi vaccinati. A suggerirlo è uno studio condotto in Gb, secondo cui la doppia dose di vaccini Pfizer/BioNTech e di AstraZeneca inizia il suo declino entro 6 mesi.

Vaccino Covid in calo dopo 6 mesi ma ancora sopra il 60%

La protezione immunitaria contro il contagio di base dal Covid attribuita ai vaccini Pfizer e AstraZeneca cala significativamente circa sei mesi dopo la somministrazione della seconda dose, pur continuando a garantire in media una riduzione del rischio d’infezione superiore al 60% e di quello di una malattia grave o di morte ancor più elevato.

Lo indica un ultimo studio realizzato nel Regno Unito – il Paese europeo più avanti di tutti nella campagna vaccinale dal grupo Zoe Covid in collaborazione con ricercatori del King’s College di Londra.Lo studio si è basato sui dati di 1,2 milioni di utenti dell’App Zoe Covid, che l’11 dicembre 2020, per consentire la registrazione dei vaccini e monitorare effetti collaterali ed efficacia nel mondo reale, ha lanciato una nuova funzione. Dietro questa App e il suo impegno sul fronte Covid c’è un’iniziativa senza scopo di lucro, realizzata in collaborazione con il King’s College di Londra e finanziata dal Dipartimento della salute e dell’assistenza sociale.

Stando a dati raccolti a campione, la barriera anti contagio, calcolata attorno all’88% dopo un mese dall’inoculazione della seconda dose di Pfizer e del 77% dopo AstraZeneca, scende rispettivamente al 74% e al 67% trascorsi 5-6 mesi. Un calo che riguarda il pericolo d’infezione non grave, precisano i ricercatori, ma che comunque indica un trend potenzialmente “catastrofico”. Questo potrebbe indicare il rischio di un impatto pesante anche sulla ripresa di ricoveri e decessi se nei mesi successivi l’effficacia dovesse continuare a ridursi fino a sotto il 50% e se, nel frattempo, spuntassero altre varianti nuove particolarmente aggressive.  Mentre la protezione sembra diminuire costantemente, il rischio individuale può variare a causa della singola variazione nella durata dell’anticorpo, secondo quanto affermano i ricercatori. Stando a quanto osservato nello studio, i sanitari e gli anziani che sono stati i primi vaccinati potrebbero essere ora a maggior rischio di Covid rispetto alle persone vaccinate più di recente.

 

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