Covid: nei pazienti deceduti danni simili ai malati di Parkinson e Alzheimer

Scoperta l’analogia che intercorre tra i danni al cervello causati dal covid e le caratteristiche di alcune malattie neurodegenerative come il morbo di Alzheimer.

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Foto Pixabay | sabinevanerp

Articolo aggiornato il 24 Marzo 2024

Nelle persone decedute a causa del Covid-19 sono stati riscontrati danni neuronali molto simili a quelli presenti in chi soffre di patologie degenerative, quali Parkinson e Alzheimer.

Scoperta analogia tra Covid e malattie degenerativa

É ormai noto che l’infezione da coronavirus non colpisce soltanto i polmoni ma anche la sfera cerebrale. Relativamente alla sola sfera cognitiva, molti sono i pazienti che, venuti a contatto con la malattia, raccontano di uno stato confusionale, una sorta di rallentamento cognitivo più comunemente conosciuto come ‘nebbia al cervello’.

Alcuni studiosi di Stanford assieme ai colleghi dell’Università tedesca di Saarbrucken, in tutto un team di 23 ricercatori, hanno analizzato il tessuto cerebrale di 8 persone morte a causa del coronavirus e di altre 14 decedute per altre patologie.

L’infiammazione al cervello e i danni ai circuiti neuronali riscontrati nei pazienti deceduti per il Covid-19 sono simili a quelli registrati nei malati di Alzheimer e Parkinson. Lo rivela uno studio preliminare dell’Università di Stanford, intitolato “Disregolazione dei tipi di cellule del cervello e del plesso coroideo nei casi più gravi di Covid-19”, pubblicato sulla rivista Nature.

Nelle oltre 65 mila cellule dei tessuti cerebrali dei malati di Sars-Cov-2 morti sono stati rilevati “cambiamenti sorprendenti”, simili a quelli presenti in chi appunto è affetto da patologie neurodegenerative, quali Alzheimer e Parkinson.

Tuttavia in nessun caso è stata individuata la presenza diretta del coronavirus nelle cellule cerebrali. Pertanto gli studiosi sono giunti alla conclusione che “’l’infezione nel resto del corpo possa essere sufficiente per scatenare sintomi neurologici anche in quei pazienti che non sono morti per la malattia”.

Inoltre, nei cervelli dei pazienti di Covid-19 si attiverebbero con maggiore frequenza i geni legati alla cognizione, alla schizofrenia e alla depressione. Confermata anche  la tesi già palesata da diversi ricercatori relativa all’incremento di stati depressivi e schizofrenici nei soggetti risultati positivi all’infezione.

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