Covid, le mascherine a 3 strati sono efficaci anche per i droplet più grandi

Secondo uno studio, pubblicato sulla rivista Science Advances, i dispositivi di protezione individuale a tre strati sarebbero in grado di filtrare totalmente le gocce provenienti da colpi di tosse e starnuti

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Foto Unsplash | Markus Winkler

Le mascherine sono diventate uno strumento fondamentale per proteggerci da Covid-19. Introvabili durante il primo lockdown, adesso è possibile acquistarle praticamente ovunque. Da quelle chirurgiche a quelle di comunità, dalla FFP2 a quelle a più strati, tutte ci aiutano a contrastare la diffusione del virus.

In particolare, è emerso da uno studio che le mascherine a tre strati sono efficaci contro i droplet di grandidimensioni. Pubblicato sulla rivista Science Advances, lo studio è stato condotto dai ricercatori di diverse università: California di San Diego, India Institute of Science e Università di Toronto.

Le mascherine a tre strati riescono a bloccare anche le goccioline più grandi

I ricercatori, attraverso lo studio, hanno valutato la capacità delle mascherine di bloccare Covid-19 in base al numero di strati da cui sono costituite.

Diverse raccomandazioni precedenti ricalcavano questa indicazione. Sulla base del fatto che le mascherine a tre strati sembravano in grado di esercitare una buona azione bloccante contro gli aerosol di piccole dimensioni. Ma ora abbiamo dimostrato che questa tipologia di dispositivi è più efficace anche contro le particelle più grandi. A spiegarlo è Abhishek Saha dell’università della California di San Diego.

I ricercatori, per arrivare a questa importante scoperta sulle mascherine a tre strati, hanno valutato la capacità di filtraggio delle gocce paragonabili a quelle provenienti da colpi di tosse o starnuti. Per farlo, hanno utilizzato un generatore di goccioline e una telecamera time lapse.

“Il nostro contribuito potrebbe essere utile per contrastare l’avanzare della pandemia”

Swetaprovo Chaudhuri, ricercatore dell’Università di Toronto, ha spiegato: “Facciamo molti esperimenti sull’impatto delle goccioline nei nostri laboratori. In questo lavoro abbiamo utilizzato un generatore speciale per produrre una gocciolina in movimento relativamente veloce. Questo allo scopo di simulare le condizioni della tosse o degli starnuti”.

Per comprendere questo meccanismo si pensi a una grande goccia d’acqua che viene scissa in parti più piccole passando attraverso un setaccio” ha spiegato Saha. “Le mascherine a tre strati riescono a filtrare quasi tutte le parti della gocciolina iniziale. Questo nonostante la velocità d’impatto elevata che può derivare da tosse o starnuti”.

Infine, Saha si è soffermato sui prossimi studi che i ricercatori condurranno sulle mascherine. “Cercheremo di analizzare il ruolo dei diversi materiali per le mascherine. Nonché l’effetto delle maschere umide o bagnate sull’attrito delle particelle”.

E ha concluso: “Speriamo che il nostro contributo possa essere utile nella definizione di linee guida aggiornate per contrastare l’avanzare della pandemia”.