Covid in forma grave tra i giovani under 18: chi soffre di patologie croniche è più predisposto

Obesità, diabete, anomalie cardiache congenite sono tra i fattori di rischio più comuni tra i bambini e adolescenti che hanno contratto il virus in forma particolarmente grave: lo sostiene uno studio statunitense

Covid grave nei giovani: più predisposti i malati cronici
Foto pexels | Izzy Park

Anche i più giovani possono ammalarsi di forme gravi di Covid, soprattutto se soffrono di anomalie congenite cardiache, obesità e diabete di tipo 1. È quanto emerso da uno studio del Centers for disease control and prevention, che ha analizzato un campione di 43.465 bambini e adolescenti americani di età compresa principalmente tra i 12 e i 18 anni che hanno contratto il virus tra il 1° marzo 2020 e il 31 gennaio 2021. Sono stati presi in esame i dati del database Premier Healthcare, che raccoglieva quelli di più di 800 ospedali statunitensi, in modo da avere un campione il più variegato possibile. L’obiettivo era capire il nesso tra malattie e forme gravi di Coronavirus, anche per valutare quanto sia necessario vaccinare i più giovani.

Il 28% del campione della ricerca, pubblicata sul Jama Network Open, aveva problemi di salute pregressi più o meno gravi, in particolare asma (0,2%), disturbi dello sviluppo neurologico (3,9%), ansia e paura (3,2%), disturbi depressivi (2,8%) e obesità (2,5%). Solo il 10% dei ragazzi è stato ricoverato in ospedale, ma di questi il 30% ha ricevuto cure in terapia intensiva: tra questi, è stato riscontrato che i fattori di rischio più comuni erano problematiche croniche gravi, come come epilessia, disturbi neuropsichici, asma, obesità, anomalie cardiache congenite e diabete di tipo 1. Ma anche chi soffriva di disturbi da ansia o stress, depressione e traumi psicologici di varia natura è stato più propenso a contrarre in forma grave la malattia. Secondo lo studio, i giovani che soffrivano di malattie croniche e complesse hanno avuto una probabilità 8 volte più alta di essere ricoverato e 3 volte più alta di avere una forma grave di Covid rispetto ai coetanei più sani. Per quanto riguarda i bambini sotto i 2 anni, i più predisposti sono stati quelli nati prematuri. 

I ricercatori hanno spiegato che è ancora limitata la conoscenza degli effetti del virus sui bambini, ma tra coloro che l’hanno contratto, la maggior parte è stata asintomatica o lieve, perciò è stato fondamentale indagare tra chi ha subito l’ospedalizzazione per riuscire a comprendere meglio l’evoluzione del virus.

Negli Stati Uniti si calcola calcola che circa un bambino su 4 viva una condizione cronica, tra cui asma, obesità e disturbi comportamentali o legati all’apprendimento: secondo gli esperti, vaccinare i giovani più fragili e a rischio è un’operazione da fare al più presto per garantire il diritto alla salute di tutti.