Covid e depressione: secondo uno studio ISS, peggioramento sintomi durante il lockdown

A essere più colpite sono le donne: più della metà durante il primo lockdown ha riscontrato un aggravarsi dei sintomi di ansia e depressione. Aumentato il consumo di ansiolitici e il rischio di dipendenze

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Foto Pexels | Andrew Neel

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Che Covid e il soprattutto primo lockdown, con parecchie restrisioni, avessero avuto dei gravi effetti sulla psiche umana e sul peggioramento di ansia e depressione era facilmente intuibile ma ora grazie a uno studio dell’Istituto Superiore di Sanità abbiamo anche dei numeri in merito agli effetti collaterali del Coronavirus e del distanziamento sociale forzato.

L’ISS, infatti, ha realizzato uno studio in collaborazione con l’Università di Genova e di Pavia, e all’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri, che ha coinvolto esperti di sanità pubblica e di biostatistica oltre a psichiatri che hanno monitorato un campione di 6000 persone.

Il ricercatore Silvio Gallus dell’Istituto Mario Negri e coordinatore del consorzio di ricerca ha spiegato che è stato scelto un campione rappresentativo di tutta la popolazione e tramite l’analisi degli stili di vita e della salute mentale dei soggetti è stato possibile valutare le modifiche e i cambiamenti avvenuti nel tempo in seguito alle restrizioni dovute la pandemia.

La ricerca, pubblicata sul Journal of Affective Disorders, ha rivelato che in più del 40% dei pazienti del campione durante il primo lockdown è stato riscontrato un peggioramento dei sintomi dell’ansia e della depressione,  il 60% ha riscontrato un calo della qualità della vita che si è tradotto in vari effetti collaterali, come per esempioun ritmo sonno veglia sballato, che ha interessato il 30%.

Un altro dato che è emerso da questa ricerca è che il 50% delle donne che hanno partecipato ha segnalato un peggioramento della salute psichica con conseguente inasprimento dei sintomi di depressione e ansia (+32% rispetto agli uomini) e della qualità del sonno (+63%).

È stato registrato poi, in generale, un aumento del 20% dell’utilizzo di psicofarmaci, molto spesso ansiolitici, rispetto al periodo pre lockdown, oltre al fatto che, come spiegano i ricercatori, tutti gli indicatori di salute mentali sono peggiorati con la chiusura nazionale della primavera 2020. Sono aumentati anche i fattori di rischio comportamentali legati alle dipendenze, come per esempio il fumo e il gioco d’azzardo, sintomo di un grave disagio dovuto alla situazione d’emergenza.

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