Scroto: cos’è, a che cosa serve e malattie legate all’apparato genitale maschile

Lo scroto appartiene all’apparato genitale maschile: si tratta di una sacca cutanea che contiene i testicoli e svolge una funzione molto importante per la fertilità. Conoscere il suo aspetto e la sua funzionalità è fondamentale per capire se ci sono problemi e individuare eventuali malattie.

Mani e piante grasse
Foto Shutterstock | Sanya Bu

Lo scroto, detto anche tasca o sacca scrotale, è il “sacchetto” che contiene i testicoli, posizionato dietro il pene, tra le gambe. Il suo compito per l’intero apparato genitale maschile è fondamentale, perché i testicoli sono piuttosto sensibili al dolore e alla temperatura corporea e hanno bisogno di una maggiore protezione.

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All’aspetto, lo scroto può presentarsi grinzoso o più liscio, allungato e flaccido o raccolto: tutto dipende dalle circostanze esterne. È importante conoscere il suo funzionamento e saper individuare i segnali d’allarme che potrebbero indicare la presenza di eventuali malattie.

Cos’è lo scroto

Lo scroto è una sacca cutanea fibro-muscolare composta da un rivestimento cutaneo che, suddiviso centralmente dal setto scrotale, forma due cavità. Ciascuna di esse contiene un testicolo e il suo epididimo, oltre al primo tratto del funicolo spermatico. Internamente, la sacca è rivestita di tessuto muscolare che permette la sua aderenza alla base del pene.

I testicoli sono le gonadi maschili, organi fondamentali per la riproduzione. Producono infatti il testosterone, che permette lo sviluppo dei caratteri sessuali maschili, e gli spermatozoi, ovvero le cellule riproduttive dell’uomo. Gli epididimi, invece, sono dei piccoli dotti situati nella parte posteriore dei testicoli e fungono da serbatoio di immagazzinamento degli spermatozoi, dove completano la loro maturazione.

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Le funzioni dello scroto

Lo scroto è fondamentale per il corretto funzionamento dell’apparato genitale maschile nell’atto della riproduzione. Il suo compito principale consiste nel far sì che i testicoli rimangano ad una temperatura costante, di qualche grado inferiore rispetto a quella corporea, necessaria per la spermatogenesi.

Grazie alla sua estrema elasticità, lo scroto si può contrarre verso il corpo o, al contrario, rilassarsi: ciò avviene in caso di improvvise variazioni della temperatura, dovute a fattori ambientali o a problemi di salute. Se fa eccessivamente freddo, lo scroto si ritira e tende ad avvicinarsi al bacino, per ridurre la perdita di calore. Se invece la temperatura si alza, la sacca scrotale si allunga per evitare che i testicoli si scaldino.

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Le malattie dello scroto

La maggior parte delle patologie che interessano lo scroto possono essere individuate con la palpazione e mediante l’attenta osservazione del suo aspetto esteriore. È per questo che rimane fondamentale conoscere bene l’apparato genitale maschile e prestare attenzione ad ogni variazione sospetta.

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La cute dello scroto può essere soggetta ad infiammazioni sin dalla più tenera età: ne è un esempio il classico eritema da pannolino che affligge tanti neonati. Il processo infiammatorio si manifesta con rossore, prurito e dolore, talvolta accompagnati da una sensazione di calore e da disturbi della minzione. Negli adulti, spesso la causa è di tipo infettivo ed è in questo caso necessario rivolgersi al proprio medico.

L’orchite e l’epididimite sono invece infiammazioni che colpiscono rispettivamente i testicoli e l’epididimo, provocando dolore a livello dello scroto. Possono essere provocate da altre patologie, come l’ipertrofia prostatica, oppure trasmettersi mediante rapporti sessuali. Ancora, la pelle dello scroto può presentare foruncoli o piccole cisti, che nella maggior parte dei casi sono benigne.

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Un gonfiore allo scroto può far pensare a diverse patologie. Una delle più comuni è l’idrocele, un accumulo di liquido sieroso attorno ai testicoli, all’interno della sacca scrotale. Nei casi più seri può addirittura rendere difficoltosa la deambulazione, per cui si può procedere ad un piccolo intervento chirurgico per ridurre il problema.

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Ancora, l’aumento di volume dello scroto può essere causato dal varicocele, una dilatazione patologica delle vene spermatiche che in taluni casi provoca fastidio o dolore ai testicoli. A seconda dello stadio della malattia, può compromettere la fertilità ed essere quindi corretto chirurgicamente.

Altre cause di gonfiore dello scroto sono l’ernia scrotale, la presenza di cisti dell’epididimo e il tumore al testicolo. In caso di dolore intenso e improvviso, invece, bisogna immediatamente ricorrere ad uno specialista: potrebbe infatti trattarsi della torsione del funicolo spermatico, conosciuta anche come torsione testicolare, che se sottovalutata può provocare l’atrofia del testicolo coinvolto.

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