Mononucleosi: cos’è, come si prende e come si cura

La mononucleosi è una malattia virale che si trasmette con la saliva, conosciuta quindi come malattia del bacio. Vediamo che cos'è, quali sono i suoi sintomi e come curarla.

Mononucleosi
Foto Pexels | Vera Arsic

Cos’è la mononucleosi, come si prende e come si cura? La mononucleosi infettiva, chiamata anche la malattia del bacio per la sua elevata trasmissibilità attraverso la saliva, è una malattia virale causata dal virus di Epstein-Barr (EBV). Si tratta di una malattia che si caratterizza per un contagio rapido e massiccio e che colpisce spesso gli adolescenti. Il decorso può essere asintomatico, senza febbre, ma possono anche presentarsi sintomi che coinvolgono la gola. Proprio per questo, spesso la mononucleosi può essere scambiata per una lieve sindrome influenzale.

Cos’è la mononucleosi

La mononucleosi è una malattia virale che infetta i tessuti orofaringei e per questo motivo può manifestarsi con faringite, infiammazione alle tonsille e tosse. È piuttosto contagiosa e viene trasmessa principalmente attraverso la saliva, quindi è conosciuta anche come la malattia del bacio. Ed è questo anche il motivo per cui è particolarmente diffusa tra gli adolescenti.

Tuttavia, la mononucleosi può colpire anche bambini e adulti. Un’altra modalità di trasmissione, seppure meno frequente è lo scambio di saliva mediante l’utilizzo di posate o bicchieri in comune. Nei più piccini, inoltre, il contagio può avvenire tramite scambio di giocattoli, che vengono spesso in contatto con la saliva. Infine, la malattia può colpire a seguito di rapporti sessuali o trasfusioni di sangue infetto.

Le cause della mononucleosi

La mononucleosi è causata dal virus di Epstein Barr (EBV), appartenente alla stessa famiglia degli herpes virus. Questi ultimi sono i patogeni responsabili di malattie quali varicella, herpes labiale e fuoco di Sant’Antonio. Come ogni patologia virale, la si contrae entrando in contatto con un soggetto infetto. Sono fattori di rischio l’avere il sistema immunitario indebolito, il frequentare luoghi affollati e il non prestare particolare attenzione all’igiene.

I sintomi della mononucleosi

Come accorgersi di aver contratto la mononucleosi? Questa malattia si presenta spesso in maniera asintomatica, tanto che molte persone hanno sviluppato anticorpi senza saperlo. In alcuni casi, tuttavia, si manifesta con disturbi quali febbre, mal di gola, ingrossamento dei linfonodi e malessere generale. Spesso, le tonsille sono ricoperte da una patina biancastra o da placche giallastre.

Per adulti e adolescenti, il picco della malattia si presenta circa 3-6 settimane dopo il contagio. Per i bambini, invece, il periodo di incubazione è più breve e va generalmente dalle 2 alle 3 settimane. La fase acuta della malattia ha una durata di circa 15 giorni, ma l’indebolimento generale e il malessere può durare molto più a lungo.

Se si sospetta di avere la mononucleosi, è bene eseguire degli esami del sangue per una diagnosi precisa. Vanno così ricercati gli anticorpi anti-VCA (viral capsid antigen) di classe IgG e IgM. La classe di immunoglobine IgM indica che il virus è in attività, mentre in presenza di alti valori di IgG e bassi valori di IgM significa che la malattia è stata contratta in passato.

Come prevenire la mononucleosi

È possibile prevenire la mononucleosi? Come accade per tutte le malattie virali, l’unico metodo per mettersi al riparo dal contagio consiste nell’evitare il contatto diretto con persone infette o con oggetti da essi utilizzati. Il virus si trasmette sia nel momento in cui la patologia si manifesta, ma anche nei giorni successivi alla guarigione.

Trattamento per la mononucleosi

Non esiste una cura per la malattia, ma può essere impiegata solo una terapia sintomatica che dovrà quindi puntare a fare abbassare la febbre o a diminuire il mal di gola. Vengono per questo motivo impiegati antipiretici per la febbre e antidolorifici. Solo nei casi più gravi è possibile ricorrere ai farmaci corticosteroidei, per tenere sotto controllo eventuali problemi alle vie aeree. Non sono invece da utilizzare gli antibiotici, del tutto inutili contro il virus.

Nel corso di tutta la malattia, è importante riposare a letto ed evitare sforzi fisici. Tali precauzioni dovrebbero essere adottate anche per alcune settimane dopo la guarigione, per evitare una temibile complicanza: si tratta della rottura della milza, evenienza davvero rarissima ma molto pericolosa. Ne sono a maggior rischio i bambini e le persone che praticano attività sportiva a livello professionale.

Il virus di Epstein Barr, proprio come quello che causa l’herpes, rimane latente nell’organismo anche dopo la malattia. Nel corso degli anni, può riattivarsi dando vita ad una conseguenza a lungo termine della mononucleosi, la sindrome della stanchezza cronica. Questo disturbo causa malessere generale e debilitazione, che può perdurare anche per alcuni mesi.