Coronavirus: come si trasmette, sintomi e strategie di prevenzione

Il fenomeno psicosi da coronavirus è dietro l'angolo, ma cosa si sa esattamente sui contorni dell'epidemia che spaventa il mondo? Ecco sintomi e raccomandazioni per evitare rischi

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    Da quando la notizia della diffusione del nuovo coronavirus si è imposta tra le cronache internazionali, il fenomeno psicosi ha assunto una dimensione globale. Per arginare l’orizzonte di facili allarmismi è necessario conoscere le informazioni fondamentali sulla malattia: come si trasmette, sintomi e strategie di prevenzione per una corretta chiave di lettura dell’argomento.

    Coronavirus Cina: cos’è

    Il virus che ha scatenato l’allerta internazionale nelle prime battute del 2020, con focolaio individuato nella città cinese di Wuhan, si chiama coronavirus ed è noto alla comunità scientifica con la sigla 2019-nCoV. Di cosa si tratta? Anzitutto occorre precisare che non è da definirsi nuovo in senso assoluto ma solo relativamente all’esordio ed evoluzione nell’uomo, mai osservato prima del 31 dicembre 2019.

    Risale a quella data, secondo la cronologia ufficiale, la conferma dei primi casi in Cina. Appartiene a una famiglia di virus respiratori la cui sintomatologia varia da lieve a moderata e possono manifestarsi come un comune raffreddore o sindromi di tipo MERS e SARS (rispettivamente sindrome respiratoria mediorientale e sindrome respiratoria acuta grave). Il nome deriva dalla particolare forma, che presenta punte a forma di corona a livello superficiale. Per quanto concerne la virulenza e patogenicità, permane uno spettro di sostanziale incertezza che si riflette anche sulla fonte dell’infezione.

     

    Virus Cina: sintomi e trasmissione

    Tra i sintomi più comuni figurano febbre, tosse e difficoltà a carico del sistema respiratorio. Polmonite virale, insufficienza renale, sindrome respiratoria acuta grave sono tra le più gravi manifestazioni dell’infezione, con esiti che possono anche portare alla morte.

    Come si trasmette? Anzitutto occorre precisare che non è stata chiarita la specie animale serbatoio, cioè responsabile della trasmissione all’uomo. Un individuo può contagiarla a un altro individuo, con un periodo di incubazione stimato tra i 10 e 14 giorni in cui non è escluso un quadro sostanzialmente asintomatico.

    Il contatto stretto con un paziente affetto da coronavirus è tra le prime cause di contagio, e allo stato attuale non esiste un vaccino in grado di contrastarlo.

    Come proteggersi: strategie di prevenzione

    Uno degli interrogativi di fondo riguarda le strategie di prevenzione: come proteggersi da potenziali rischi? Una delle prime condotte utili a ridurre esposizione e trasmissione è quella di lavarsi le mani spesso, anche con l’uso di soluzioni alcoliche. L’igiene è la prima parentesi di contrasto, come alcuni accorgimenti necessari per evitare di allargare il bacino di rischio.

    In quest’ultimo spettro rientrano buone pratiche come starnutire o tossire proteggendo naso e bocca con un fazzoletto o con il gomito, avendo cura di gettare lo stesso fazzoletto in un sacchetto da chiudere immediatamente e lavare subito le mani. Utile, in questi casi, anche indossare una mascherina.

    Non sono secondarie anche alcune pratiche alimentari in grado di contenere i fattori di rischio: evitare il consumo di carni che non siano ben cotte e di carni crude, così come frutta e verdura non accuratamente lavate. Si raccomanda anche il consumo di bevande imbottigliate.

    Per quanto possibile, inoltre, è bene evitare il contatto con persone che manifestino sintomi da malattie respiratorie (anche tosse e starnuti) e i luoghi ristretti. Evitare viaggi non necessari in aree ritenute a rischio, come la Cina. In caso di esordio dei sintomi in una delle zone a rischio, contattare immediatamente un medico.