Coronavirus, 1 paziente su 5 manifesta disturbi psichici dopo la diagnosi

Un dato che conferma la necessità di implementare il supporto psicologico da parte della sanità pubblica

depressione
Foto Pixabay | Holgers Fotografie

Circa una persona su cinque manifesta disturbi psichiatrici tra 14 e 90 giorni dopo la diagnosi di Covid-19. È questo il dato principale che emerge da una ricerca condotta dal Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Oxford (USA), pubblicata sulla rivista The Lancet Psychiatric. Lo studio ha preso in considerazione circa 69 milioni di cartelle cliniche delle quali 62.354 con diagnosi di Covid-19.

Un risultato che conferma, a fronte della seconda ondata di contagi nel paese, la necessità di implementare il supporto psicologico da parte delle Asl. Lo sostiene Massimo Cozza, psichiatra e direttore del Dipartimento di Salute Mentale dell’ASL Roma 2, il più grande dipartimento di salute mentale metropolitano d’Italia con un bacino d’utenza di circa 1,3 milioni di abitanti.

Come si manifesta

Con questa nuova ondata epidemia, spiega Cozza, “oltre ai disturbi di ansia, da stress e insonnia, si stanno anche evidenziando depressione e sentimenti di rabbia, che non si rilevavano nella prima fase epidemica. Ciò è dovuto al perdurare di questa situazione critica“.

I soggetti più colpiti

Tali disturbi prevalgono soprattutto in due tipologie di soggetti: “chi ha vissuto in prima persona l’aspetto sanitario“, quindi è stato male o ha avuto persone vicine malate o decedute, e “chi ha perso il lavoro o ha avuto danni alla propria attività“. Ma si registra un forte malessere anche tra coloro che improvvisamente si sono trovati a dover vivere in ambienti ristretti per esigenze di quarantena e per un lungo periodo.

Lo studio

Nello studio, i disturbi psichiatrici diagnosticati con maggiore frequenza sono stati i disturbi d’ansia e dell’umore, insieme all’insonnia. Rispetto alle diverse indagini già realizzate, con questo studio, rileva Cozza, “per la prima volta viene effettuata una ricerca non più su sondaggi e su sintomi autoriferiti, ma su diagnosi contenute in un elevato numero di cartelle cliniche“.

Il rapporto tra Covid-19 e disturbi psichiatrici dipende anche dalla storia di ciascuna persona rispetto alle sue condizioni sociali, economiche e relazionali, “senza escludere la possibilità che possa essere influenzata anche da fattori biologici, comunque ancora da identificare“, spiega Cozza.

Cosa fare

A fronte di un malessere crescente, il consiglio dello psichiatra è di comunicare le proprie emozioni e sentimenti alle persone vicine o al proprio medico. “Se però i disturbi persistono nel tempo e diventano invalidanti“, è bene rivolgersi ad uno psicologo o psichiatra, conclude Cozza.