Come curare il raffreddore

Il raffreddore è uno dei malanni tipici invernali ma può colpire in tutte le stagione: ecco una serie di consigli su come curarlo e sulle medicine da assumere

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Articolo aggiornato il 30 Ottobre 2020

Il raffreddore è uno dei principali malanni che, con la stagione invernale, colpisce la popolazione. Bisogna, però, sfatare la teoria secondo la quale il raffreddore può manifestarsi solo in inverno. Questo virus infatti si può trasmettere anche d’estate quando, soprattutto in presenza di correnti d’aria, raffreddarsi è praticamente un gioco da ragazzi. Il rinovirus, che è responsabile della malattia di raffreddamento, attacca le cellule dell’epitelio respiratorio dando i comuni sintomi che tutti, ahinoi, ben conosciamo. Il problema del raffreddore però non risiede solo nela sintomatologia per lo più fastidiosa e che dà vita a starnuti, bruciore alla gola e tosse, ma le eventuali complicanze respiratorie questa malattia può determinare. Ma come curare il raffreddore? Ecco una rapida guida su le tecniche e i medicinali per farlo passare.

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Nella cura del raffreddore tornano utili gli stessi rimedi utilizzati per il virus influenzale, con due differenze sostanziali: ad oggi, infatti, per il raffreddore non è possibile applicare alcun tipo di vaccino e, di solito, in presenza di raffreddore non essendoci fra i sintomi la febbre, generalmente si evita il ricorso agli antipiretici, anche se i fastidi articolari e il senso di spossatezza causato dal virus possono essere contrastati con gli stessi farmaci che abbiano anche come effetto quello antipiretico, coma ad esempio la tachipirina.

Cura del raffreddore, quali medicine assumere

I farmaci più utilizzati per curare il raffreddore sono gli antistaminici, in grado di mitigare, per via indiretta, la tosse e la produzione di muco, compresa la capacità di minimizzare i continui starnuti; a questi si aggiungono spesso e volentieri dei decongestionanti nasali che di fatto liberano il naso da quel senso di costrizione tipico delle malattie da raffreddamento. Per queste due classi di farmaci, però, è bene sottolineare che gli antistaminici determinano come effetto collaterale la sonnolenza quindi, in caso di assunzione, e bene evitare di mettersi alla guida o al lavoro con macchine che richiedono vigilanza da parte dell’operatore. Per i decongestionanti nasali, invece, è consigliabile utilizzarli per un lasso limitato di tempo in quanto questi farmaci possono causare atrofia della mucosa nasale.

In caso di mal di testa e picchi di temperatura, poi, è indicata l’assunzione di aspirina e paracetamolo (tachipirina), ma non insieme. In caso di tosse, poi, si può trarre giovamento da fluidificanti ed espettoranti fino ai sedativi della tosse nel caso che tale sintomo infastidisca eccessivamente il paziente. Colluttori e disinfettanti delle prime vie aeree, infine, possono essere utili in caso di fastidiose infiammazioni del cavo orale. Per quanto concerne gli antibiotici, invece, valgono le stesse precauzioni adottate per l’influenza; vanno prescritti dal medico e non banditi per partito preso. Se il medico, infatti, ritiene utile il ricorso a questi farmaci, compresa la somministrazione in certi casi di cortisone, è bene seguire la terapia del proprio medico curante.