Forse il colesterolo alto non è così pericoloso come pensavamo

Abbiamo sempre saputo che il colesterolo alto è un importante fattore di rischio per infarto e ictus. Ma un recente studio porta a galla qualcosa di nuovo.

Medico che tiene in mano un cuore rosso
Foto Freepik | jcomp

Articolo aggiornato il 19 Marzo 2022

Sebbene il colesterolo sia un elemento fondamentale per il nostro organismo, averne importanti quantità nel sangue è pericoloso. O almeno questo è ciò che abbiamo sempre creduto: l’ipercolesterolemia è considerata un fattore di rischio per molti problemi cardiovascolari, come infarto e ictus. Ma un recente studio ha scoperto che questa correlazione probabilmente non è così diretta. E ciò potrebbe cambiare la nostra visione sul colesterolo alto.

Colesterolo alto, il nuovo studio inaspettato

Considerato un vero pericolo per la salute, il colesterolo alto viene spesso tenuto sotto controllo con l’uso delle statine. Questa classe di farmaci trova il loro impiego nel ridurre i livelli di grassi nel sangue, tra cui i trigliceridi e – per l’appunto – il colesterolo. Una nuova ricerca condotta dalla RCSI University of Medicine and Health Science ha analizzato l’efficacia di questi medicinali nell’abbassare davvero il rischio di malattie cardiovascolari. I risultati, pubblicati su JAMA Internal Medicine, hanno portato a galla una novità sorprendente.

Gli esperti hanno condotto una meta-analisi su 21 studi precedenti, che in totale prendevano in considerazione oltre 140mila partecipanti. L’obiettivo era quello di individuare i veri benefici delle statine, e di conseguenza di capire se il colesterolo alto è un fattore di rischio per infarto e ictus. Quello che è emerso fa luce in maniera del tutto nuova sull’ipercolesterolemia e sull’adeguatezza delle sue cure.

La ricerca ha infatti rivelato che l’impiego di statine riduce il rischio di malattie cardiovascolari e di morte in maniera decisamente modesta. In particolare, il rischio assoluto diminuirebbe dell’1,3% per l’infarto, dello 0,4% per l’ictus e dello 0,8% per la morte prematura. Dati, questi, che spingono a ripensare all’uso delle statine per abbassare il colesterolo, soprattutto vista l’elevata possibilità di effetti collaterali. Molti pazienti in cura lamentano infatti epatotossicità e dolori muscolari, così forti da richiedere talvolta la sospensione del trattamento.

Ma, ancora più importante, lo studio mette per la prima volta in dubbio la correlazione diretta tra colesterolo alto e problemi cardiovascolari. Appare ora evidente che questi ultimi possono avere molte cause, e l’ipercolesterolemia interverrebbe solo in minima parte.

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