Cerotto contraccettivo: efficacia, pro e contro

Il cerotto contraccettivo è un anticoncezionale che può sostituire la pillola. Scopriamone pro e contro 

Donna con un cerotto anticoncezionale sul braccio
Foto Shutterstock | Andrey_Popov

 Il cerotto anticoncezionale è un contraccettivo che funziona in modo analogo alla pillola contracettiva, senza di contro affaticare il fegato.  Infatti, è un talloncino adesivo che si applica direttamente sulla pelle delle natiche o dell’addome e che rilascia gradualmente estrogeni e progestinici che impediscono l’ovulazione.

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Scopriamo i pro e i contro di questa soluzione.

Cosa s’intende per contraccezione ormonale?

La contraccezione ormonale si basa sul principio di introdurre nell’organismo determinate sostanze ormonali (gli estrogeni e il progesterone) che vengono sintetizzate in laboratorio, ma che di fatto sono simili a quelle prodotte dall’ovaio. Con lo scopo di cessare la stimolazione della funzione ovarica da parte dell’ipofisi.

Così facendo l’ovaio metterà pertanto in pausa la sua attività funzionale, interrompendo anche il percorso di maturazione delle cellule uovo. Inoltre, a questo meccanismo principale si aggiungono anche delle specifiche modificazioni del muco cervicale, della mucosa di rivestimento della cavità uterina (endometrio) e un’interferenza sulla mobilità degli spermatozoi. Il risultato, dunque, è un’altissima efficacia contraccettiva e un fallimento che viene stimato intorno a 0,5 gravidanze su 1200 cicli mestruali protetti dal metodo.

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La prima pillola anticoncezionale venne commercializzata negli Stati Uniti a partire dal 1957. E da allora la formula del prodotto è stata ampiamente modificata e perfezionata, così come la sua modalità di assunzione. Volendo mantenere inalterata l’efficacia contraccettiva, si è intervenuti principalmente sulla riduzione dei suoi principali effetti collaterali, quali:

Analogamente, nel corso degli anni sono state introdotte anche nuove modalità di somministrazione delle sostanze ormonali a fine contraccettivo, ovvero:

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  • cerotti medicati con rilascio transdermico
  • anelli vaginali con assorbimento dalle mucose vaginali
  • dispositivi intradermici

Come agisce il cerotto contraccettivo?

Il cerotto anticoncezionale agisce esattamente come la pillola contraccettiva, determinando una sospensione transitoria della funzione ovarica.

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Le due sostanze ormonali contenute nella matrice del cerotto sono l’Etinilestradiolo e la Norelgestromina che vengono rilasciate in modalità continua e controllata durante la settimana di applicazione, per essere assorbite attraverso la pelle.

Ogni confezione contiene tre cerotti anticoncezionali che vanno sostituiti ogni sette giorni, così da garantire una copertura complessiva di tre settimane. Tenendo presente, inoltre, che il primo dispositivo deve essere applicato il primo giorno di un ciclo mestruale. Alla rimozione del terzo cerotto seguirà una pausa di una settimana, durante la quale si verificherà una pseudo mestruazione (perché di fatto il ciclo non sarà determinato dalla funzione ovarica, ma dalla mancata assunzione di sostanze ormonali).

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Il cerotto contraccettivo è efficace come la pillola anticoncezionale?

Il cerotto contraccettivo è basato sugli stessi meccanismi d’azione della pillola anticoncezionale e pertanto garantisce i medesimi risultati di tutti i contraccettivi ormonali.

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Ma non è tutto. Il cerotto, infatti, si applica settimanalmente e garantisce una biodisponibilità equilibrata degli ormoni, sganciata dalla variabilità dell’assorbimento intestinale. Questi fattori, dunque, ne incrementano l’efficacia contraccettiva.

Quali sono i pro e quali sono i contro del cerotto anticoncezionale?

La semplicità d’uso rappresenta senza dubbio un considerevole vantaggio del cerotto transdermico rispetto alla pillola anticoncezionale. Come già visto dosaggi ematici regolari degli ormoni assorbiti attraverso la pelle determinano una maggior sicurezza contraccettiva. Utilizzare il cerotto, inoltre, garantisce anche il contenimento dei disturbi che possono essere causati da un’assunzione ormonale.

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Le possibili controindicazioni, tuttavia, sono rappresentate dall’insorgenza di ipersensibilità nelle sedi di applicazione o da abitudini di vita che ne favoriscano il frequente distacco (come utilizzare creme, praticare sport acquatici, fare saune ecc.)

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In generale, anche per il cerotto anticoncezionale rimangono valide le stesse avvertenze e le stesse controindicazioni registrate per tutti i metodi contraccettivi ormonali. Ovvero:

  • Processi trombotici venosi in atto o trascorsi
  • Processi trombotici arteriosi in atto o trascorsi
  • Emicrania con aura focale
  • Presenza di fattori predisponenti alla trombosi arteriosa S
  • Severa ipertensione (valori persistenti ≥160+/100+mmHg)
  • Diabete mellito con coinvolgimento vascolare
  • Dislipoproteinemia ereditaria
  • Possibile predisposizione ereditaria alla trombosi venosa o arteriosa (trombofilia)
  • Carcinoma della mammella sospetto o accertato
  • Carcinoma endometriale o altre neoplasie estrogeno-dipendenti accertate o sospette
  • Funzione epatica alterata correlata a patologia epatocellulare acuta o cronica
  • Adenomi o carcinomi epatici
  • Sanguinamento genitale anormale di origine non nota

Tali condizioni, però, sono poco frequenti e generalmente sospettabili attraverso la raccolta accurata della storia clinica della paziente. Il rischio di trombosi profonda, ad esempio, è correlato all’anamnesi familiare, all’ipertensione, all’obesità, al tabagismo e a interventi chirurgici (in occasione dei quali è fortemente consigliabile sospendere la contraccezione ormonale).

Per quanto riguarda il rischio di tromboembolia profonda (1 nuovo caso ogni 1000 persone all’anno) occorre tener presente che se da un lato i contraccettivi ormonali ne raddoppiano il rischio, è anche vero che la gravidanza lo moltiplica per 10 volte.