Centri abbronzatura: contro i rischi, istruzioni per l’uso

Se non si può proprio resistere alla voglia di tintarella artificiale, recandosi nel centri di abbronzatura per una lampada solare, meglio fare attenzione ai rischi

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    Centri abbronzatura: contro i rischi, istruzioni per l’uso

    Anche se la voglia di tintarella sembra irresistibile, così come la smania di sfoggiare pelle dorata, meglio non lasciarsi tentare dalle lusinghe dei centri di abbronzatura, del sole artificiale a tutti i costi, esagerando con le lampade abbronzanti, ma osservare alcune regole e cautele.

    Come evitare i rischi?

    Se il sole, quello vero, dovrebbe essere preso in piccole dosi, con le dovute precauzioni e, soprattutto, protezioni, lo stesso suggerimento vale anche quando si opta per l’abbronzatura artificiale, garantita da lampade solari, lettini, docce & co. nei centri di abbronzatura, presenti su tutto il territorio nazionale.

    Meglio non demonizzare né elogiare questi alleati tecnologici della tintarella, che dovrebbero essere dosati con estrema cura e attenzione per non causare rischi alla salute della pelle: se utilizzate con estrema moderazione, nelle persone adulte, senza particolari patologie, come neoplasie e melanomi, le lampade abbronzanti non sono pericolose. Il consiglio degli esperti di dermatologia, per tenersi a debita distanza dai pericoli, è di ridurre al minimo l’utilizzo delle lampade solari: non più di 10 sedute all’anno, con intervalli di 24-48 ore tra un’esposizione e l’altra.

    Come prepararsi?

    Moderazione, ma non solo, anche estrema attenzione: meglio scegliere con cura il centro di abbronzatura al quale rivolgersi, che dovrebbe disporre di apparecchiature moderne, dotate di tutte le certificazioni di conformità del caso e prevedere la presenza di personale esperto, estetiste specializzate.

    Un’altra raccomandazione importante: prima di abbronzarsi alla luce delle lampade, è indispensabile proteggere la pelle, proprio come sotto i raggi del sole, con un generoso strato di crema solare, dotata di filtri uva e uvb, con fattore protettivo adatto al proprio fototipo, per evitare scottature o ustioni.

    No alle lampade al massimo della loro potenza e no alle esposizioni infinite: anche per le pelli più preparate, più scure e meno delicate, il tempo massimo di ogni seduta è di 15-20 minuti. Una buona abitudine, prima di decidere se esporsi al sole artificiale, è quella di consultare il proprio medico, il dermatologo, per capire meglio, con l’aiuto dell’esperto, i danni possibili e le caratteristiche della propria carnagione. Se non si può proprio resistere al fascino dell’abbronzatura da lettino solare, meglio preparare la pelle nel miglior modo possibile, pulendo con accuratezza la pelle ed eliminando ogni traccia di cosmetici. I farmaci e le lampade non vanno molto d’accordo: se si assumono medicinali che possono reagire alle radiazioni, provocando reazioni allergiche, come antistaminici o antibiotici, prima dell’esposizione si consiglia di consultare il medico.

    Anche sotto la lampada artificiale, come sotto il sole, gli occhi devono essere protetti, con gli appositi occhialini e, dopo ogni seduta, la pelle deve essere reidratata, con una dose abbondante di crema nutriente doposole.

    Aggiornamento a cura di: Redazione Tanta Salute