Cellulite a buccia d’arancia? Ditele addio per sempre

Con la subcision eco guidata risultati predicibili, duraturi nel tempo e con la riduzione del down time

da , il

    Cellulite a buccia d’arancia? Ditele addio per sempre

    La correzione della cellulite e i trattamenti per contrastare uno degli inestetismi più odiati dalla popolazione femminile è stato uno dei temi più rilevanti al centro del congresso internazionale IMCAS, evento di riferimento per la scienza estetica, chirurgia plastica e dermatologia cosmetica che si è svolto pochi giorni fa a Parigi.

    Come si risolve il problema della cellulite a buccia d’arancia a lungo termine e quali trattamenti possono essere associati in sinergia per le adiposità localizzate è una delle principali sfide affidate oggi alla medicina estetica e alla chirurgia plastica.

    Abbiamo posto il quesito al professor Alessandro Gualdi, chirurgo plastico e direttore sanitario della clinica di medicina e chirurgia estetica Juneco presso City Life a Milano, e relatore e chairman di sessione al congresso di Parigi.

    “La cellulite è da considerarsi una vera e propria malattia che si manifesta con un disequilibrio dell’interstizio e quindi un aumento della ritenzione idrica. Questo mette in tensione i setti fibrosi, parlo dei tralci connettivali che evidenziano questi affossamenti che sono la causa delle manifestazioni cliniche della cellulite a buccia d’arancia soprattutto a livello dei glutei, degli arti inferiori e in particolare a livello della culotte de cheval. In passato sono state proposte mille soluzioni, ma che io come chirurgo plastico ho ritenuto poco credibili, poco ripetibili e poco predicibili sia in termini di risultati che nell’esecuzione”.

    La letteratura ha speso fiumi di inchiostro sulle onde d’urto, la mesoterapia e le tecniche di subcision (che significa chirurgia sottocutanea senza incisioni).

    “Oggi la tecnologia d’avanguardia che rappresenta un modello efficace, predicibile e che consente di trattare la cellulite con risultati duraturi, riducendo il down time per la paziente e senza recidive è la tecnica di subcision eco guidata. Cellfina è una metodica che ha ottenuto l’approvazione dell’FDA americana, l’ente certificatore che ne garantisce sicurezza ed efficacia. Un metodo che ha il grande vantaggio di essere un protocollo mini-invasivo”.

    La paziente in sintesi – spiega il direttore sanitario di Juneco – percepisce poco più di una puntura di un ago che si fa con una piccola anestesia locale e permette appunto di recidere queste fibre connettive che creano gli infossamenti.

    “In maniera precisa e predittibile e molto poco operatore dipendente, questo device permette di eseguire la dissezione adeguata dei setti fibrosi. I tralci vengono spostati e questo ne impedisce la riadesione”.

    Occorre inoltre precisare che mini-invasivo non significa mini-risultato – tiene a precisare il professor Gualdi – in quanto il trattamento produce un miglioramento dell’inestetismo visibile dopo pochi giorni e duraturo negli anni.

    “Presso Juneco, una clinica all’avanguardia in termini di innovazione tecnologica, normalmente scegliamo di combinare questo approccio mininvasivo ad altri trattamenti capaci invece di lavorare di più su quella che è l’adiposità localizzata. Mi riferisco a CoolSculpting oppure alla Criolipolisi per un risultato sicuro che lascia soddisfatte le pazienti nel tempo”.