Questa carenza aumenta il rischio di demenza addirittura del 68%

L'alimentazione è importante per la nostra salute: gli scienziati hanno scoperto che questa carenza può aumentare notevolmente il rischio di demenza.

Coppia di persone anziane
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La salute inizia a tavola: il cibo ci permette di fornire al nostro organismo tutti quei nutrienti di cui ha bisogno per funzionare correttamente. Per questo motivo avere una carenza di qualche sostanza nutritiva può essere pericoloso. È il caso dell’acido folico, che secondo alcuni studi sarebbe direttamente collegato alle funzionalità cognitive. Gli scienziati hanno infatti scoperto che averne livelli bassi nel sangue aumenta notevolmente il rischio di sviluppare la demenza e di andare incontro a morte precoce.

Carenza di acido folico e demenza, il legame

L’acido folico (o vitamina B9) è una sostanza molto importante per l’organismo. Se ne sente solitamente parlare in riferimento alle donne in gravidanza, che dovrebbero assumerne quantità maggiori per proteggere la salute del feto. Ma diverse ricerche hanno evidenziato il suo ruolo anche in altre fasi della vita, come ad esempio la terza età. È infatti possibile che vi sia un legame tra la carenza di folati e l’aumento del rischio di demenza senile.

Uno studio condotto in collaborazione tra esperti statunitensi e israeliani ha fatto luce sulla questione. I risultati, pubblicati su Evidence-Based Mental Health, rivelano l’importanza di una corretta integrazione di acido folico. I ricercatori hanno analizzato le cartelle cliniche di oltre 27mila persone di età compresa tra i 60 e i 75 anni, tutti senza segni di decadimento cognitivo. Hanno quindi controllato i loro livelli di folati nel sangue e li hanno comparati con i tassi di insorgenza di demenza e di morte precoce.

Circa il 13% dei partecipanti aveva bassi livelli di acido folico – sotto il limite da cui si può parlare di carenza. In questa popolazione, il tasso di demenza era al 3,4% e quello di morte prematura dell’8%. Nel restante gruppo di volontari, i tassi erano rispettivamente del 3,2% e del 4%. Combinando questi dati con altre condizioni che potessero interferire, come il diabete e la carenza di vitamina B12, gli scienziati hanno scoperto che avere bassi livelli di folati espone ad un rischio maggiore del 68% di avere demenza e ad un rischio triplicato di morte prematura.

C’è da dire, tuttavia, che gli esperti non hanno potuto escludere la causalità inversa. Ovvero che una carenza di folati derivasse da una condizione di demenza ai suoi esordi. In questo caso, saremmo comunque di fronte ad un risultato molto interessante. Controllare periodicamente i livelli di folati potrebbe diventare un test per scoprire chi è maggiormente a rischio di sviluppare questa malattia neurodegenerativa.