Caldo soffocante: i cardiologi avvertono chi prende farmaci per cuore e ipertensione

In questi giorni di caldo torrido, anomalo e soffocante, ad essere più a rischio sono i fragili. I cardiologi avvertono soprattutto chi è sotto cura con farmaci per il cuore o per l'ipertensione. Nell'articolo scopriamo quali attenzioni bisogna prestare in questi casi.

termometro che segna le alte temperature
Foto Pixabay | stux

Temperature superiori a 30 gradi Celsius possono avere gravi conseguenze su chi prende farmaci per il cuore o per l’ipertensione. L’avvertimento arriva direttamente dai cardiologi, più precisamente da Ciro Indolfi, Presidente della Società Italiana di Cardiologia. Vediamo come evitare spiacevoli conseguenze.

Quale avvertimento hanno diramato i cardiologi a causa del caldo?

Il presidente della Società Italiana di Cardiologia, Professor Ciro Indolfi, dà un avvertimento a chi prende medicinali per il cuore o l’ipertensione.

In queste giornate di caldo soffocante e anomalo, non basta seguire i normali consigli, ma bisogna prestare più che la solita attenzione.

La temperature, ormai, nella maggior parte delle città italiane, ha superati i 40°C, e le persone con problemi di cuore, di pressione, renali o anziane, sono le più fragili e, quindi, le più a rischio.

Il caldo può colpire seriamente le persone con problemi cardiovascolari e le serie conseguenze potrebbero essere: improvviso calo della pressione sanguigna, collasso circolatorio o colpo di calore.

Se, a causa del caldo, il cuore non funziona più normalmente, anche il sistema di raffreddamento del corpo non funziona a dovere. Il calore viene quindi trasportato dal corpo con un notevole sforzo aggiuntivo e spesso solo in modo insufficiente.

Ecco perché possiamo sentirci stanchi ed esausti anche senza apparente motivo. Altri sintomi possono includere difficoltà di concentrazione, spasmi muscolari e persino aritmia cardiaca.

Se le temperature all’interno del corpo aumentano fino a 40 gradi Celsius in casi estremi, può verificarsi un colpo di calore che potrebbe essere addirittura fatale.

Quali sono i consigli affinché le persone fragili superino indenni questo periodo di caldo soffocante

Il consiglio è rivolgersi al proprio medico curante, affinché possa decidere, a seconda della nostra cartella clinica e della malattia che stiamo curando, una modifica delle dosi dei medicinali, un aggiustamento della terapia o, semplicemente, un aumento dei liquidi da assumere.

I pazienti con insufficienza cardiaca, in particolare, devono assicurarsi di bere a sufficienza nelle giornate calde. Ma “abbastanza” non significa “troppo”. L’assunzione eccessiva di liquidi può compromettere la gittata cardiaca nei pazienti con malattie cardiache.

Un consiglio sempre valido è il seguente: i pazienti con insufficienza cardiaca dovrebbero pesarsi al mattino prima di colazione, dopo essere andati per la prima volta in bagno.

In questo modo è possibile controllare l’equilibrio dei liquidi. Infine ci si può pesare una seconda volta la sera, per avere una stima approssimativa del proprio bilancio idrico nel corso della giornata: se il proprio peso corporeo è aumentato di oltre 500 grammi, stiamo bevendo troppo ogni giorno.

Chi, invece, assume farmaci per l’ipertensione, secondo il professor Indolfi, dovrebbe consultare il proprio cardiologo, affinché possa vagliare la possibilità di ridurre la terapia in questo periodo di alte temperature, che portano la pressione ad abbassarsi naturalmente.

L’importante è non fare mai di testa propria, ma consultare il proprio medico di famiglia o il proprio cardiologo.