Bradicardia sinusale: sintomi, cause e terapia

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Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

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Bradicardia sinusale: scopriamo i sintomi, le cause e la terapia. Questo disturbo consiste in un’anomalia del ritmo cardiaco: i battici cardiaci risultano inferiori come quantità al valore ritenuto fisiologico in un minuto. La bradicardia, misurata tenendo conto del numero di pulsazioni al minuto, può essere distinta in lieve, moderata e severa. La prima si ha quando i valori della frequenza cardiaca sono compresi tra i 50 e i 60 battiti per minuto. La moderata quando sono compresi fra i 40 e i 50 battiti. La bradicardia severa si ha quando i valori della frequenza cardiaca risultano inferiori ai 40 battiti al minuto.

Da cosa deriva questo nome?

Il termine in questione ha ovviamente origini antichissime, ed appartiene una lingua che ci permette di rivangare i ricordi liceali, il greco. Nello specifico bradicardia sinusale è un termine composto da due parole,  “bradys,” che significa “lento,” e “kardia,” che significa “cuore.” Tali parole indicano, in realtà, perfetta proprio ciò che accade al nostro cuore, un evidente rallentamento nel numero dei battiti. Il ritmo del cuore umano è infatti dato dal cosiddetto nodo senoatriale (SA), che contiene delle cellule cariche elettricamente che permettono proprio al cuore di battere grazie agli impulsi elettrici, non a caso è definito dai più, il pacemaker naturale del cuore. Quando si soffre di bradicardia sinusale il nodo senoatriale rallenta le sue funzioni, ed i battiti saranno dunque minori, più lenti.

Ragazzo visitato al cuore
Ragazzo visitato al cuore-Pavel Danilyuk-pexels.com

Quanto è comune questa condizione? E quali sono le persone maggiormente colpite?

La bradicardia sinusale è un disturbo che colpisce di più le persone che hanno superato i 65 anni di età, anche perché naturalmente il battito rallenta con l’invecchiamento, mentre casi che colpiscono i giovani, magari sotto i 30 anni, sono davvero rari, sebbene ne esistano. Purtroppo questa spiacevole condizione di salute può colpire anche i bambini piccoli, a causa di problematiche congenite che si sono palesante fin dalla nascita. Molti potrebbero pensare che fare attività fisica aiuti a non incappare nel problema, ma no è proprio cos’, anzi. Chi svolge spesso attività fisica, soprattutto se intensa, può avere un numero di battiti del cuore minore rispetto al normale.

La bradicardia sinusale con sintomi si verifica in circa 1 adulto su 600 con un’età superiore ai 65 anni. Una cosa importante da dire però è la seguente, la stragrande maggioranza delle persone affette da questo problema nemmeno si accorge di averlo. Infatti, la bradicardia, è spesso asintomatica, tanto è vero che si pensa che le statistiche reali siano ben diverse da quelle ufficiali che ogni anno vengono emanate. Molte persone, infatti, potrebbero soffrire di questo problema senza mai accorgersene. In alcuni casi però i sintomi della malattia si palesano, e proprio per questo ritengo necessario vederne insieme alcuni.

Medico controlla il cuore del proprio paziente
Medico controlla il cuore del proprio paziente-Los Muertos Crew-pexels.com

Sintomi

La bradicardia si caratterizza per la presenza di alcuni sintomi particolari. Esaminiamo quali sono:

  • scompenso cardiaco;
  • riduzione della forza;
  • stanchezza;
  • respirazione difficoltosa;
  • vertigini;
  • sincope, con perdita di coscienza e svenimento;
  • sensazione dolorosa al petto.

Cause

Molto varie possono essere le cause della bradicardia. Alla base del problema, infatti ci possono essere differenti patologie:

  • cardiopatie – a volte si può trattare di cardiopatie congenite, come i difetti atrio-ventricolari, che possono essere presenti fin dalla nascita;
  • miocardite – infiammazione del tessuto muscolare del cuore;
  • emocromatosi – si tratta dell’accumulo di ferro nel corpo e in diversi organi, tra i quali anche il cuore;
  • steatosi del miocardio – si verifica quando ci sono delle infiltrazioni di goccioline di acidi grassi nelle fibre muscolari del miocardio;
  • disturbi del nodo senoatriale – il nodo senoatriale è il punto del cuore in cui si generano i segnali elettrici che provocano le contrazioni, una sorta di pacemaker naturale, che a volte si può danneggiare;
  • blocco atrio-ventricolare – anche il nodo atrio-ventricolare è implicato nella regolazione degli impulsi elettrici del cuore. Durante il suo percorso il segnale elettrico può essere bloccato accidentalmente;
  • ipotiroidismo;
  • ictus;
  • tumori cerebrali – quando essi interessano specialmente il mesencefalo, dove si inserisce il nervo vago;
  • ipertensione endocranica – un aumento anomalo della pressione nella scatola cranica;
  • apnee notturne;
  • potassio nel sangue – elevate concentrazioni di potassio nel sangue possono provocare dei problemi di conduzione dei segnali elettrici del cuore.

Come viene diagnosticata questa malattia?

Per diagnosticare la bradicardia sinusale, è necessario condurre un elettrocardiogramma (ECG o EKG), un esame specifico che analizza l’attività elettrica del cuore. Mentre un esame fisico può soltanto sollevare il sospetto di una bradicardia, l’ECG fornisce una diagnosi definitiva e determina se il ritmo cardiaco è altrimenti normale. L’ECG coinvolge l’applicazione di elettrodi sulla pelle del torace, che registrano l’attività elettrica del cuore. Questi dati vengono quindi visualizzati come un’onda su un foglio di carta o su uno schermo. Questo test è fondamentale per determinare se il tuo ritmo cardiaco è al di fuori dei limiti della normalità e confermare una diagnosi di bradicardia sinusale.

Durante l’elettrocardiogramma (ECG), gli operatori sanitari osservano attentamente l’onda elettrica per individuare eventuali segnali che potrebbero indicare un malfunzionamento del sistema elettrico del cuore. Se il battito cardiaco risulta lento, anche se sano ed in buona salute, conferma già la diagnosi di bradicardia sinusale.

Esempio di un elettrocardiogramma al cuore
Esempio di un elettrocardiogramma al cuore-Luan Rezende-pexels.com

Atri utilissimi test

Oltre al già citato elettrocardiogramma esistono altri utilissimi test per riscontrare la presenza o meno di questo problema. Uno dei più utili è la misurazione degli elettroliti nel sangue, nello specifico gli esperti andranno alla ricerca di due importanti sostanze, il magnesio ed il calcio. Senza queste sostanze infatti il ritmo cardiaco del nostro cuore non funzionerebbe a dovere.

Importante è anche la misurazione della cosiddetta troponina, una proteina prodotta proprio dal muscolo cardiaco e da lì immessa nel nostro organismo grazie al sangue. Questa specifica proteina viene rilasciata quando ci sono danni al cuore, ed è dunque un chiaro segnale che qualcosa non funziona a dovere a livello cardiaco. Ricordiamo sempre, dunque di contattare il proprio medico quando si hanno alcuni dei sintomi descritti in precedenza, e di studiare con l’esperto la migliore strategia da seguire per risolvere il problema.

Terapia

La terapia non è unica, ma è strettamente collegata alla causa che determina la bradicardia. E’ il medico a stabilire il trattamento da portare avanti, per curare le malattie sottostanti. Se il disturbo è dovuto a problemi del nodo senoatriale, si può valutare l’impianto di un pacemaker elettronico per stimolare il cuore.

Approfondiamo il tema della terapia e le principali cure

Generalmente, la bradicardia sinusale non richiede alcun trattamento a meno che non compaiano sintomi che la rendano necessaria. Questo è particolarmente vero se la bradicardia sinusale è riscontrata in individui in buone condizioni fisiche che praticano regolarmente attività fisica. Invece, quando i sintomi sono presenti, esistono due principali opzioni di trattamento: farmaci o dispositivi noti come pacemaker, che utilizzano energia elettrica per stimolare artificialmente il muscolo cardiaco e mantenere un ritmo cardiaco adeguato.

Parliamo inizialmente della stimolazione elettrica. Quando il tuo nodo senoatriale (SA), il pacemaker naturale del cuore osservato in precedenza, non funziona correttamente, esistono soluzioni artificiali per mantenere il ritmo cardiaco appropriato. I pacemaker permanenti sono dispositivi che possono essere impiantati nel torace da un cardiologo o un chirurgo. Questi dispositivi forniscono una corrente elettrica regolare al cuore, consentendo di mantenere un ritmo cardiaco adeguato. Un pacemaker permanente può durare oltre un decennio e fornisce impulsi elettrici regolari con la potenza necessaria per simulare l’azione del nodo SA naturale. Consulta il tuo medico per ulteriori informazioni sui pacemaker permanenti e sulle opzioni di trattamento per la bradicardia sinusale.

In alcuni casi, esiste anche un metodo a breve termine basato sugli stessi principi. Questo metodo, noto come stimolazione temporanea, fa uso di un dispositivo che invia impulsi elettrici nel corpo attraverso elettrodi applicati sulla pelle o attraverso un filo temporaneo inserito direttamente nel cuore. Per alcune persone, una scelta migliore potrebbe essere rappresentata da un nuovo tipo di dispositivo pacemaker noto come “leadless”. Questi pacemaker sono impiantabili attraverso una procedura basata sul catetere. Durante tale procedura, un operatore sanitario esegue una piccola incisione sopra un vaso sanguigno principale, spesso situato vicino alla parte superiore della coscia, e introduce un catetere. Successivamente, il dispositivo a forma di tubo viene fatto avanzare attraverso i vasi sanguigni fino a raggiungere il cuore. Consulta il tuo medico per ulteriori informazioni sui diversi tipi di dispositivi pacemaker e sul trattamento più adatto alle tue esigenze.

Il trattamento tramite farmaci e le possibili complicazioni della malattia

I farmaci possono certamente aiutare, ma bisogna innanzitutto ascoltare il proprio medico che saprà consigliarvi la giusta strategia da seguire. I farmaci, infatti, sono utili contro la bradicardia se la stessa è causata da una particolare causa sottostante che può essere risolta con l’ausilio di tali medicinali. In ogni caso, spesso per combattere il disturbo, si usa l’atropina, che accelera la frequenza cardiaca, sebbene solo temporaneamente.

Essendo questi farmaci molto particolari potrebbero sorgere effetti collaterali indesiderati, e proprio per questo è sempre importante tenere ben aggiornato il proprio medico prima di iniziare queste cure. Come visto durante l’articolo spesso il disturbo non provoca problemi seri, e molti nemmeno si accorgono di averlo, però in alcuni casi i sintomi si palesano, e bisogna curarli per non incappare in complicazioni gravi. Se doveste dunque notare sintomi particolari non perdete tempo e contattate immediatamente un medico.

 

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