Ascoltare musica durante gli interventi può alleviare il dolore post operatorio

Dallo studio inglese è emerso che i pazienti che hanno ascoltato musica e frasi incoraggianti durante gli interventi sotto anestesia hanno ridotto del 25% il dolore nel periodo post operatorio

intervento chirurgico musica
Foto Unsplash | JAFAR AHMED

La musica ci accompagna, nella maggior parte dei casi, in quasi tutte le fasi della nostra giornata. Secondo quanto emerso da uno studio, ascoltare musica durante un intervento chirurgico, con anestesia totale, può aiutare il paziente a rendere meno doloroso il periodo post operatorio.

Lo studio è condotto dagli esperti del National Health Service di Londra e dall’Imperial College Healthcare. Gli esperti hanno valutato gli effetti della musica, oltre che di frasi motivazionali, durante il sonno dei pazienti sotto anestesia.

Con la musica la percezione del dolore è diminuita del 25%

Per realizzare lo studio 385 pazienti di età diverse, compresa tra i 18 e i 70 anni, di 5 ospedali tedeschi, hanno ascoltato musica durante le operazioni sotto anestesia. Secondo quanto emerso, la percezione del dolore al risveglio è diminuita del 25%. Questo, rispetto alla operazioni tradizionali.

I soggetti che hanno presto parte al test oltre ad ascoltare musica, come già detto, hanno ascoltato anche frasi incoraggianti. Gli interventi a cui si sono sottoposti i pazienti, inoltre, erano di routine, con durata da una a tre ore.

Nei pazienti è calato anche il bisogno di farmaci oppioidi

Nei partecipanti è stato anche osservato un calo del 17% nel bisogno di antidolorifici oppioidi nelle 24 ore successive all’operazione” ha spiegato William Harrop-Griffiths dell’ICH.

“Questo fenomeno potrebbe dipendere dal fatto che durante l’anestesia si è in realtà in uno stato di ‘coscienza connessa’, per cui i percorsi del cervello continuano a funzionare e il corpo ascolta ed elabora informazioni”.

L’esperto dell’Imperial College Healthcare ha spiegato che questo nuovo approccio “potrebbe ridurre il numero di pazienti che necessitano di farmaci oppioidi. Si tratta di un metodo sicuro, economico e di facile somministrazione, con il potenziale per un uso più generale”.

Lo studio, nonostante presenti un modo per alleviare il dolore post operatorio nei pazienti, spiega come comunque la musica non rappresenti un’alternativa alla somministrazione di farmaci oppiodi.

Non si tratta di una cura radicale per il problema degli oppioidi. Potrebbe portare a una leggera diminuzione del numero di persone che li assumono. Saranno necessari ulteriori approfondimenti prima di introdurre l’approccio, ma i risultati preliminari sono sicuramente interessanti” ha detto Harrop-Griffiths.

Solo il 63% dei partecipanti, dopo aver ascoltato musica durante l’intervento, ha richiesto farmici oppiodi

Secondo Daniel McIsaac, anestesista dell’Università di Ottawa, questi risultati suggeriscono come “la mente subconscia potrebbe essere un obiettivo importante per migliorare l’esperienza del paziente e gli esiti dell’intervento”.

Medici, chirurghi e infermieri dovrebbero pertanto prestare attenzione alle conversazioni e ai rumori di fondo durante l’operazione” ha detto McIsaac.

Secondo quanto emerso dallo studio, infatti, nelle 24 ore dopo l’intervento sotto anestesia, solo il 63% dei soggetti che aveva ascoltato musica aveva bisogno di oppioidi. Un dato incoraggiante, se si pensa che la percentuale tra coloro che facevano parte del gruppo di controllo sale all’80%.

Sappiamo che la musica può avere un profondo effetto sulle emozioni e sullo stato mentale. Il piacere derivato dall’ascolto di suoni rilassanti innesca il rilascio di sostanze chimiche chiamate endorfine che possono aiutare ad alleviare dolore, stress e ansia ha spiegato la psicologa clinica londinese Abigael San.