Artrite psoriasica: cause, sintomi e cura

L'artrite psoriasica è una malattia infiammatoria cronica a carico delle articolazioni da non sottovalutare, in quanto può divenire invalidante. Tra i sintomi di questa patologia, ci sono il dolore alle articolazioni e le desquamazioni della pelle, ma le sue cause non sono note. Scopriamo di più, anche sulla cura disponibile.

Mani

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Artrite psoriasica: quali sono le cause, i sintomi e la cura? Si tratta di una malattia reumatica infiammatoria, che assume un andamento cronico ed è associata alla psoriasi. Si può manifestare con vari sintomi e segni, che dipendono anche dalle articolazioni colpite. La familiarità svolge un ruolo molto importante e l’esordio, di solito, si ha in un’età compresa fra i 20 e i 50 anni. Esiste anche una forma giovanile della malattia, che colpisce i bambini e i ragazzi, anche se è piuttosto rara. L’artrite psoriasica colpisce prevalentemente le ginocchia, le anche e i piedi. Tuttavia, si possono avere manifestazioni sintomatiche anche alla colonna vertebrale e alle articolazioni delle mani. Nonostante la disponibilità di alcuni trattamenti, è una malattia che dura tutta la vita. Ma qual è la sintomatologia esatta? Quale il trattamento per la guarigione? Scopriamo di più in merito.

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Cos’è l’artrite psoriasica

Si tratta di una malattia infiammatoria cronica a carico delle articolazioni, come detto prima: tale patologia colpisce i soggetti affetti da psoriasi o chi ha dei casi in famiglia legati a questa malattia. Generalmente, a svilupparsi per prima è la psoriasi vera e propria che, con il tempo, può progredire e sfociare nell’artrite psoriasica: nella maggior parte dei casi avviene in quest’ordine, ma può accadere anche che l’artrite psoriasica si manifesti senza psoriasi. Tendenzialmente, la malattia colpisce più frequentemente tra i 30 e i 50 anni, ma può presentarsi a qualunque età e si presenta in modo uguale in uomini e donne; sebbene il sesso femminile pare abbia una maggior predisposizione, in special modo dopo la menopausa e la gravidanza.

I sintomi

I sintomi dell’artrite psoriasica possono essere diversi e sono rappresentati, soprattutto, da:

  • Dolore alle articolazioni
  • Gonfiore alle articolazioni
  • Dolore e infiammazione nel punto in cui i tendini e i legamenti sono uniti all’osso
  • Tumefazione e chiazze rosse con placche bianche su articolazioni, specialmente ginocchia, caviglie, mani, piedi, glutei, gomiti, orecchie e cuoio capelluto
  • Tendiniti, che ricorrono con una certa facilità
  • Rigidità delle articolazioni
  • Mal di schiena anche a riposo
  • Pelle secca
  • Arrossamento
  • Affaticamento generalizzato
  • Dolore lombare con carattere infiammatorio
  • Lesioni desquamanti tipiche della psoriasi, in special modo nei gomiti, nelle gambe, nelle unghie e nel cuoio capelluto
  • Mal di testa
  • Dolore alla mascella
  • Debolezza muscolare
  • Alterazione delle unghie – ovvero, onicopatia psoriasica – ad esempio, separazione dell’unghia dal letto ungueale, screpolature, striature o perdita delle unghie stesse
  • Riduzione dei movimenti
  • Borsiti
  • Talalgie, cioè dolori ai talloni e tendiniti achillee
  • Disturbi agli occhi, come prurito, arrossamento e congiuntiviti

Non è detto che la psoriasi e l’artrite si manifestino contemporaneamente: generalmente, infatti, il coinvolgimento cutaneo precede i sintomi reumatici anche di mesi o di anni. La sintomatologia può essere sia lieve che grave e possono essere presenti sintomi di remissione, in cui la malattia cronica regredisce spontaneamente. Inoltre, le manifestazioni cliniche della malattia possono essere molto varie: in alcuni casi, ad esempio, la comparsa dei sintomi può avvenire in entrambi i lati del corpo. L’artrite psoriasica può coinvolgere anche altri organi, come occhi, cuore, polmoni e reni.

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Le cause

Le cause dell’artrite psoriasica non sono ancora conosciute in tutto e per tutto. Gli esperti ritengono che vi sia un’implicazione di più fattori di carattere genetico, immunologico e ambientale. Ad ogni modo, si sa che l’artrite psoriasica si verifica quando il sistema immunitario attacca le articolazioni e i tessuti sani dell’organismo: ciò provoca, di conseguenza, un’infiammazione delle articolazioni e, dunque, la produzione eccessiva di cellule della pelle. I motivi di tale reazione da parte del sistema immunitario contro cellule normali del corpo sono, per l’appunto, sconosciuti: si ipotizza – come detto prima – che fattori genetici e ambientali o determinate infezioni possano avere un certo peso nella sua comparsa, oltre a fattori quali eventi particolarmente stressanti, predisposizione familiare, interventi chirurgici o traumi, ad esempio. Ricordiamo che la psoriasi non è una malattia della pelle infettiva e non è contagiosa.

La diagnosi

Alla comparsa di segni e sintomi, contattate il medico che effettuerà la diagnosi e prescriverà la giusta terapia, dopo aver eseguito degli esami e delle analisi. Oltre alla visita medica e allo studio dei sintomi, potrebbe essere utile effettuare ulteriori test, come l’artrocentesi – il prelevamento di liquido sinoviale, ovvero un fluido presente nelle articolazioni – o la radiografia, l’ecografia e la risonanza magnetica che, tramite le immagini, possono aiutare nella diagnosi. Ad ogni modo, è bene precisare che non esiste alcun esame specifico che possa confermare o meno la malattia, ma è possibile escludere la presenza di altre patologie. Grazie ad esami del sangue specifici è, poi, possibile verificare la presenza del gene HLA-B27 che, nel 50 per cento dei casi, è presente. L’artrite psoriasica potrebbe, inoltre, portare alla perdita di massa ossea, dunque di aiuto è anche la mineralometria ossea computerizzata per valutare la presenza o meno di osteoporosi. È importante che il paziente che soffre di psoriasi si ricordi di informare, il prima possibile, il proprio medico della comparsa di una eventuale sintomatologia dolorosa a carico delle articolazioni.

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La cura

Quali sono i rimedi contro l’artrite psoriasica? Come si guarisce? Nonostante sia disponibile una cura per l’artrite psoriasica, che si può affrontare soprattutto con farmaci biologici, la malattia spesso ha conseguenze serie e procede in maniera inarrestabile, diventando causa di invalidità: la terapia è, quindi, importante per curare i sintomi e prevenire il danno irreversibile alle articolazioni ed è anche consigliabile chiedere al proprio medico informazioni circa l’esenzione che potrebbe essere di aiuto nelle spese da sostenere. In effetti, la patologia spesso comporta una progressione e il mantenimento dei sintomi per tutta la vita. Questo non è valido per tutti, perché alcuni pazienti possono anche andare incontro ad una riduzione del dolore e ad un miglioramento della funzionalità delle articolazioni: tutto dipende, infatti, dal caso specifico.
Generalmente, si deve agire con i farmaci, come l’uso degli antinfiammatori non steroidei (FANS) e il cortisone – quest’ultimo, è adatto alle forme più aggressive della malattia – per attenuare il dolore e ridurre l’infiammazione e il gonfiore, prevenendo dei danni irreversibili alle articolazioni.
Ci sono anche farmaci antireumatici per rallentare i danni articolari e i farmaci biologici, che sono stati messi a punto attraverso tecniche all’avanguardia nel campo della bioingegneria molecolare, ma che vanno assunti, esclusivamente, sotto stretto controllo medico: di solito, essi agiscono fermando l’azione delle proteine che causano l’infiammazione, ma si tratta di una terapia cronica che comporta l’immunosoppressione, per cui è presente un rischio maggiore per il paziente di contrarre infezioni, anche respiratorie gravi.
Fondamentale, comunque, è la fisioterapia, per migliorare la mobilità e ridurre i sintomi dolorosi.
Negli stadi più avanzati della malattia, è necessario ricorrere a farmaci come i DMARDs, i quali agiscono su gonfiore e danno articolare: i più utilizzati, in questo caso, sono clorochina, idrossiclorochina, sulfasalazina, metotrexate e ciclosporina.
Nei casi più gravi, è possibile ricorrere all’intervento chirurgico, non come cura, ma per correggere eventuali malformazioni o per sostituire le articolazioni danneggiate gravemente.
L’alimentazione non pare abbia un ruolo rilevante, ma l’attività fisica aiuta nel mantenimento della flessibilità delle articolazioni.

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La prognosi

Infine, la prognosi dipenderà da diversi fattori, quali la tempestività di intervento, la gravità della condizione e la causa scatenante, oltre che l’età e lo stato di salute del paziente. La diagnosi precoce e l’attuarsi dei trattamenti disponibili sono, quindi, condizioni necessarie per evitare o rallentare gli effetti della patologia, che può danneggiare gravemente le articolazioni, provocando disabilità permanente.