Arresto cardiaco improvviso: cause, sintomi e fattori di rischio

Si muore troppo per un attacco cardiaco improvviso: per cercare di limitare il problema servono più corsi per soccorritori non medici e più defibrillatori presenti nei luoghi pubblici

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    Arresto cardiaco improvviso: cause, sintomi e fattori di rischio

    L’arresto cardiaco improvviso continua a essere una delle principali cause di morte in Europa. Detto anche morte improvvisa il sudden cardiac arrest (SCA) si verifica a seguito di un’aritmia, il cuore batte in modo irregolare e, in assenza di un immediato intervento, può portare al decesso nel giro di pochi minuti.

    Cause

    L’arresto cardiaco improvviso si verifica con alcune aritmie, in particolare una rapida fibrillazione ventricolare, quindi un battito irregolare, o una tachicardia ventricolare improvvisa.

    Sintomi e fattori di rischio

    L’arresto cardiaco improvviso non presenta sintomi che possano aiutare a prevenirlo, difatti il suo nome deriva dal fatto che, data la sua natura improvvisa, colpisce indistintamente anche soggetti che non hanno mai riscontrato malattie cardiache o problemi di pressione.

    Nonostante ciò ci sono alcuni fattori di rischio che è bene tenere in considerazione. Le possibilità di arresto cardiaco improvviso aumentano tra chi:

    • ha avuto un infarto miocardico o un altro arresto cardiaco improvviso
    • ha familiari che hanno avuto un arresto cardiaco improvviso
    • soffre di scompenso cardiaco
    • ha una frazione di eiezione (percentuale di sangue pompata dal cuore a ogni contrazione) bassa

    Intervento e sopravvivenza

    La sopravvivenza è difficile perché i sistemi tradizionali di soccorso non arrivano in tempo per eseguire con successo la defibrillazione elettrica, quella terapia che usa scariche elettriche per ripristinare l’attività normale del muscolo cardiaco. Ogni minuto di ritardo riduce del 5-10% la possibilità di sopravvivere.

    Eppure, con un intervento tempestivo le possibilità di sopravvivenza aumentano del 75 per cento; in questo caso la defibrillazione avviene entro 3 minuti.

    Per ridurre questi dati drammatici si punta molto alla diffusione della cultura dell’emergenza, ampliando il numero di soccorritori, non appartenenti alla categoria medica, in grado di usare un defibrillatore semiautomatico esterno e conoscere tutte le operazioni (le cosiddette manovre BLSD, cioè “Basic Life Support Defibrillation”) da eseguire per la rianimazione cardiorespiratoria in caso di perdita di coscienza da arresto cardiocircolatorio.

    Ma non ci si può limitare solo ad aumentare il numero dei soccorritori, servono anche defibrillatori, automatici e semiautomatici, disponibili nei luoghi pubblici ad alta affluenza, come aeroporti, navi da crociera, scuole, club sportivi, centri commerciali. L’arresto cardiaco improvviso, ovviamente, può verificarsi ovunque e bisogna poter avere a portata di mano le apparecchiature necessarie, che gli esperti ritengono di facile utilizzo.