Ansia: gli esami del sangue possono aiutare a diagnosticarla

Scopri come gli esami del sangue possono essere utili nella diagnosi dell'ansia e nella scelta del trattamento più efficace. Leggi l'approfondimento per saperne di più su questa importante risorsa medica.

ansia diagnosticabile tramite analisi del sangue

L’ansia è un disturbo che può avere un impatto significativo sulla qualità della vita delle persone.

Mentre esistono diverse forme di trattamento per l’ansia, la diagnosi può essere un processo più complicato e spesso richiede l’aiuto di un medico esperto.

Tuttavia, ci sono alcune risorse diagnostiche che possono aiutare i medici a identificare l’ansia il più presto possibile, tra cui gli esami del sangue. Scopri i dettagli nell’articolo.

Nuovo metodo per diagnosticare l’ansia e non solo

Grazie alle analisi del sangue si potranno diagnosticare in breve tempo: ansia, depressione, disturbo bipolare e altri problemi psicologici.

I ricercatori della Indiana University School of Medicine hanno sviluppato un nuovo esame del sangue che potrà aiutare i medici a diagnosticare in modo tempestivo e chiaro  il rischio di una persona di sviluppare ansia, la sua gravità e la terapia migliore.

L’esame utilizzerà dei biomarcatori dell’RNA. Questo strumento sarà eccezionalmente rapido e completo, soprattutto per scegliere la cura più adatta. In questo modo si ridurrà di molto anche il rischio di diventare dipendenti dai farmaci.

Cura per l’ansia

La psicoterapia o i farmaci, in particolare i cosiddetti inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina (SSRI), come la paroxetinae gli inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina-norepinefrina (SNRI) vengono utilizzati nel trattamento dell’ansia.

Lo scopo di entrambi i trattamenti è ridurre l’ansia a un livello tollerabile.

Questi sono i farmaci curativi. Poi ci sono i farmaci sintomatici, che non curano il disturbo, ma alleviano i sintomi. Tra questi ci sono le cosiddette benzodiazepine (medicinali che calmano rapidamente), che aiutano nel breve termine, ma vanno utilizzati con cautela.

Accanto alla terapia farmacologica va assolutamente seguita la psicoterapia. In questo modo le persone colpite possono imparare a gestire le proprie preoccupazioni e a ridurre i disturbi fisici e psicologici che le accompagnano (ad esempio attraverso tecniche di rilassamento).

Il metodo che è stato maggiormente studiato e si è dimostrato molto efficace a lungo termine è la terapia cognitivo comportamentale.

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