Ansia e depressione: possono essere favorite anche da un uso eccessivo di questo alimento a tavola

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Quale cibo aumenterebbe l’ansia e la depressione (tantasalute.it)

Era a conoscenza che alcuni cibi possono aumentare il rischio di insorgenza di ansia e depressione? Scopri quale.

Ansia e depressione sono due disturbi psichici molto comuni, che spesso vanno di pari passo. L’ansia è un’emozione negativa caratterizzata da sentimenti di preoccupazione, tensione, paura e incertezza, che può diventare patologica e manifestarsi in modo costante e sproporzionato, influenzando in maniera grave la qualità della vita. La depressione è uno stato d’animo persistente, con perdita dell’interesse per le attività quotidiane, spesso accompagnata da una sensazione di vuoto e scoramento.

L’ansia e la depressione, quindi, sono due disturbi psicologici che colpiscono moltissime persone e che, soprattutto, sono noti un po’ a tutti. Quello che in pochi sanno è che alcuni fattori di rischio sono legati non solo alla genetica o alle circostanze, ma anche all’alimentazione e, in particolare, ad alcuni cibi piuttosto specifici.

Il legame tra ansia e depressione: quale alimento l’aumenterebbe

Entrambi i disturbi possono essere causati o aggravati da diversi fattori: stress, eventi traumatici, alterazioni ormonali, squilibri chimici nel cervello e stili di vita dannosi. Tra questi, un ruolo sembra averlo anche l’alimentazione, in particolare l’eccessivo consumo di cibi fritti. Scopriamo insieme qualche cosa in più.

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Perché i cibi fritti aumenterebbero l’ansia e la depressione – Tantasalute.it

Uno studio condotto dall’università di Zhejiang In Cina ha cercato di spiegare quale sia il meccanismo biologico che colleghi il consumo di cibi fritti all’insorgenza dei disturbi mentali. Seppure la mancanza di un risultato concreto, si è ipotizzato che l’acrilammide – sostanza contenuta nei cibi fritti – è in grado di attraversare la barriera emato-encefalica e raggiungere il cervello, dove potrebbe interferire con la produzione e il rilascio di neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina, che svolgono un ruolo chiave nel regolare umore e stato mentale.

Inoltre, si è visto che l’acrilammide può causare danni alle cellule nervose, riducendone il numero e la densità nell’ippocampo, una regione cerebrale critica per la regolazione delle emozioni. Infine, questa sostanza sembra essere in grado di stimolare l’infiammazione cronica a basso grado, associata ad un aumentato rischio di sviluppare disturbo depressivo maggiore e disturbi d’ansia.

Si è osservata proprio una correlazione dose-risposta: più alti erano i livelli di acrilammide introdotti con la dieta, maggiore era la probabilità di soffrire di questi disturbi psichici. Sebbene siano necessari ulteriori studi per stabilire con certezza il nesso causale, i cibi fritti sembrano essere un fattore dietetico da ridurre nel trattamento e nella prevenzione di ansia e depressione. A favore di un’alimentazione più bilanciata e sana.

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