Alzheimer, un vaccino per combattere la malattia

Il vaccino dovrebbe istruire il sistema immunitario dei pazienti a combattere l'accumulo di proteina Tau, una delle molecole responsabili della malattia

donna anziana
Foto Pexels | Andrea Piacquadio

Una settimana fa negli Stati Uniti è stato approvato un nuovo medicinale contro l’Alzheimer. Si chiama Aduhelm ed è stato messo a punto dalla Biogen insieme alla giapponese Eisai, frutto di oltre vent’anni di studi e ricerche.  Nonostante il raggiungimento di questo importante traguardo, la ricerca continua e adesso si pensa anche a un vaccino per combattere la malattia.

Un vaccino contro l’Alzheimer: al via i test

Il vaccino sperimentale contro l’Alzheimer si chiama AADvac1 ed è risultato sicuro e ben tollerato. Tuttavia, dai primi test clinici, non è ancora adeguatamente efficace nel contrastare la degenerazione cognitiva. Lo rivelano i risultati di una sperimentazione clinica di fase 2 condotta da Petr Novak di AXON Neuroscience CRM Services SE, a Bratislava.

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Come agisce il vaccino contro la degenerazione

Lo studio ha coinvolto 196 pazienti con Alzheimer in forma lieve, secondo quanto riportato sulla rivista Nature Aging. A una parte dei soggetti è stato somministrato il vaccino, che dovrebbe istruire il sistema immunitario del paziente a combattere gli accumuli di proteina tau, una delle molecole sospette nei casi di Alzheimer. La speranza è che, eliminando gli eccessi di proteina tau dal cervello, si possano prevenire i danni neuronali della malattia, quindi la neurodegenerazione, nonché l’inesorabile calo cognitivo.

Pochi segni di miglioramento: continua la ricerca

Gli studiosi hanno osservato che alla somministrazione del vaccino segue una reazione immunitaria specifica contro tau, senza tradursi in un miglioramento del quadro clinico dei pazienti. Soltanto successivamente hanno visto qualche piccolo segno di miglioramento clinico in specifici sottogruppi di pazienti. Secondo i ricercatori, il vaccino non ha conseguito l’obiettivo di rallentare il declino cognitivo dei pazienti, dal momento che il campione era troppo esiguo e solo alcuni pazienti presentavano l’accumulo di proteina Tau nel cervello. Si dovrà dunque attendere ancora per comprendere i possibili effetti clinici di questo nuovo vaccino contro l’Alzheimer.