Alzheimer, nuova speranza arriva da un farmaco inaspettato

Un farmaco utilizzato in tutt'altro ambito potrebbe avere effetti positivi nella prevenzione dell'Alzheimer: questo è il risultato di un recente studio.

Alzheimer
Foto Unsplash | Myriam Zilles

L’Alzheimer è la forma di demenza più diffusa tra gli anziani, ed è particolarmente grave in quanto degenera con il trascorrere del tempo. Al momento non esiste una cura per questa malattia, anche se sono in studio diversi farmaci che permettono di rallentarne il decorso. Una svolta, almeno in ambito preventivo, potrebbe arrivare da un medicinale utilizzato in un ambito completamente diverso: il Viagra.

Viagra contro l’Alzheimer, lo studio

La famosa pillola blu contiene come principio attivo il sildenafil. Questa molecola viene impiegata comunemente in caso di disfunzione erettile, ma anche per trattare chi soffre di ipertensione polmonare. Nulla a che fare, dunque, con il morbo di Alzheimer. Tuttavia, i ricercatori dell’Ospedale di Cleveland si sono imbattuti proprio nel Viagra mentre cercavano un farmaco che potesse interagire con le proteine coinvolte in questa forma di demenza. In particolare, si tratta della proteina beta-amiloide e della proteina tau.

Gli scienziati hanno cercato le molecole in grado di interagire con queste proteine in un database di oltre 1.600 farmaci autorizzati dalla FDA (Food and Drug Administration). Una di quelle che hanno ottenuto risultati migliori è stata proprio il sildenafil, principio attivo del Viagra. Per capire se davvero questo medicinale ha qualche effetto sull’Alzheimer, i ricercatori hanno condotto uno studio pubblicato su Nature Aging. Tale ricerca ha coinvolto oltre 7 milioni di persone, i cui dati sanitari assicurativi sono stati analizzati per valutare il rischio di sviluppare l’Alzheimer.

Coloro che stavano assumendo il sildenafil hanno avuto un rischio più basso del 69% di andare incontro al morbo nei 6 anni successivi. Un risultato confermato anche in laboratorio: la molecola ha infatti ridotto il declino cognitivo nei topolini, oltre ad aver stimolato la crescita di nuovi neuroni. Sulla base di quanto appreso, gli studiosi stanno ora organizzando un trial clinico per verificare l’efficacia terapeutica del Viagra su pazienti affetti da Alzheimer.

Al momento si tratta comunque di una scoperta molto significativa. Purtroppo, abbiamo ancora poche armi per combattere il morbo, e la prevenzione rimane uno strumento fondamentale. I risultati ottenuti in questo primo studio sul Viagra aprono le porte ad una nuova speranza terapeutica.