Alzheimer, nuove conferme sull’efficacia del farmaco per rallentare la malattia

Nuovi studi sull'aducanumab hanno portato alla luce una confortante efficacia nel rallentare il morbo di Alzheimer: ecco come funziona questo farmaco.

Alzheimer
Foto Unsplash | Robina Weermeijer

L’Alzheimer è una delle forme di demenza senile più gravi e invalidanti, una malattia che vede la progressiva perdita delle capacità cognitive e, in un secondo momento, anche fisiche in chi ne soffre. Ad oggi non esistono cure, ma sono in studio diverse molecole che potrebbero rallentare il decorso della patologia. Una è l’aducanumab, un farmaco sperimentale che proprio di recente ha dato nuove prove della sua efficacia.

Il nuovo farmaco

L’aducanumab (il cui nome commerciale è Aduhelm) è stato approvato in via sperimentale qualche mese fa dalla FDA. A tale approvazione avevano fatto seguito molte critiche: diversi esperti del settore avevano affermato come non vi fossero prove sufficienti sulla reale utilità di questo farmaco. Prove che oggi, forse, sono arrivate. Nel corso di un importante congresso internazionale sull’Alzheimer che si è tenuto di recente, sono stati presentati i primi risultati riguardanti l’uso della molecola nei pazienti.

Per capire in che modo il farmaco potrebbe rallentare il decorso della malattia, dobbiamo sapere che l’Alzheimer potrebbe avere, tra le sue cause, l’accumulo di particolari proteine. Secondo alcuni scienziati, la responsabilità sarebbe della proteina beta-amiloide, secondo altri invece della proteina Tau. La formazione di placche di queste sostanze tra le cellule nervose potrebbe dare il via alla degenerazione che comporta l’insorgenza dei primi sintomi della malattia.

Oggi appare chiaro che entrambe le proteine sono causa dell’Alzheimer. Tuttavia, la prima ad accumularsi è la beta-amiloide, che favorisce l’accumulo della proteina Tau. Un’ulteriore prova di questo legame arriva proprio dalla sperimentazione dell’aducanumab. Nei pazienti coinvolti nel trial clinico – oltre 1800 – si è evidenziata una riduzione dei livelli di tutte e due le molecole. Ciò potrebbe essere alla base del rallentamento della degenerazione cognitiva tipica del morbo.

Alzheimer, una nuova speranza

L’aducanumab rappresenta dunque una nuova speranza per chi soffre di Alzheimer. Non ci troviamo di fronte ad una cura, per la quale la strada è ancora lunghissima, tuttavia questo farmaco potrebbe rivelarsi la migliore possibilità per rallentare il decorso della malattia. Nel frattempo prosegue lo studio, alla ricerca di nuove molecole che possano contrastare sempre più efficacemente i sintomi del morbo.