Alzheimer, forse basterà un esame del sangue per la diagnosi

Una nuova scoperta potrebbe portare a una svolta e permettere di diagnosticare l'Alzheimer in maniera precoce e non invasiva

donna anziana
Foto Pexels | Andrea Piacquadio

E se per diagnosticare il morbo di Alzheimer fosse sufficiente eseguire un semplice esame del sangue? Ebbene sì, questo obiettivo potrebbe essere più vicino di quanto non si pensi. Una vera e propria svolta per la diagnosi della malattia, che attualmente prevede un prelievo invasivo di liquido cerebrospinale a livello lombare, per rilevare livelli anomali di specifiche proteine.

Il super sensore rileverà specifiche proteine

Finanziato dall’Unione Europea, il progetto SensApp riunisce diversi team di scienziati in Europa per lavorare insieme allo sviluppo di un super sensore. Grazie a questo sensore, i medici potranno effettuare una diagnosi di routine tramite un semplice esame del sangue. Ma come funziona esattamente? Il super sensore sarà in grado di riconoscere specifiche proteine nel plasma umano, attraverso un banale prelievo di sangue, con una sensibilità inferiore a 1 pg/mL. Si tratta di un valore attualmente impossibile da ottenere con i protocolli standard.

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Alzheimer, la svolta: diagnosi precoce

Il progetto riunisce competenze molto diverse che vanno dalla fisica e ingegneria alla biologia e alle scienze cliniche“, spiega la coordinatrice del progetto, Simonetta Grilli. “Il nostro obiettivo è implementare un prototipo che sia in grado di effettuare la diagnosi in modo rapido e non invasivo“, continua la dottoressa. Questo cambierà radicalmente le prospettive dei medici, in quanto si potranno studiare nuove terapie sperimentali nelle fasi iniziali della malattia, quindi prima della fase irreversibile. “Una fase che solitamente coincide con la comparsa di sintomi riconoscibili quali la perdita di memoria“, spiega Grilli.

Come funziona il super sensore

In questa fase del progetto, gli studiosi si stanno focalizzando sull’implementazione del prototipo, la cui funzione è basata su una tecnologia completamente nuova, testata per la prima volta dal team Cnr. “In parole semplici, possiamo dire che usiamo un campo elettrico per sovrapporre minuscole goccioline di plasma l’una sull’altra per incrementare il segnale di fluorescenza inviato dalle proteine“, spiega Simonetta Grilli. “Abbiamo già testato con successo al Cnr la sensibilità di questa tecnologia per quantità piccolissime nel caso di campioni modello. La prossima sfida è rilevare le molecole dell’Alzheimer con la stessa sensibilità in campioni di plasma reali”, afferma Simonetta Grilli.

Una nuova frontiera in campo medico

La nuova tecnologia sviluppata da SensApp sarà utilizzabile anche in altri campi della medicina, specialmente dove si cercano anticorpi molto diluiti nelle fasi iniziali della malattia, ad esempio in oncologia o per malattie cardiache. Dall’anno prossimo, il progetto inizierà a essere testato, con l’obiettivo finale  di garantire una diagnosi rapida e non invasiva attraverso un semplice esame del sangue.