Alzheimer: Fda dà l’ok a un farmaco che rallenta la malattia, ma la comunità scientifica è divisa

L'azienda che l'ha messo a punto dovrà ora effettuare ulteriori studi che ne confermino l'efficacia: se così fosse, si tratterebbe di una svolta epocale per una malattia che colpisce milioni di persone in tutto il mondo

Alzheimer farmaco
Foto Pexels | Cottonbro

La Food and Drug Administration statunitense ha finalmente ha provato un farmaco contro il morbo di Alzheimer. Si tratta del primo medicinale che supera i test e che aiuterà i malati a contrastare il processo degenerativo della patologia. Si chiama Aduhelm (aducanumab), è stato messo a punto dalla Biogen insieme la giapponese Eisai Co., ed è il frutto di vent’anni di studi e ricerche, ma anche fallimenti che hanno comportato grande difficoltà per i malati di Alzheimer e per i loro familiari nella gestione dei sintomi e nel peggioramento dello stato di salute. 

Il farmaco è però parzialmente dibattuto, infatti verranno fatti altri altri test clinici per verificarne l’efficacia dato che molti esperti del campo, compresa una commissione indipendente, sostengono non ci siano abbastanza prove per considerarlo realmente efficace. 

Come agisce il farmaco contro l’Alzheimer

Il farmaco Aduhelm non curerebbe il morbo di Alzheimer ma ridurrebbe il suo peggioramento, se diagnosticato in maniera precoce, intervenendo direttamente sui meccanismi fisiologici che lo sviluppano. La terapia agisce andando a rallentare lo sviluppo della formazione di placche betamiloidi sul cervello, responsabili dei primi sintomi della malattia, ovvero perdita di memoria e difficoltà nel ragionamento, non frenando questo processo ma comunque riducendolo in maniera importante.

Il farmaco viene somministrato per via endovenosa ogni 4 settimane e potrebbe migliorare sensibilmente la qualità della vita di milioni di persone. Se nel 2010 35.6 milioni di persone soffrivano di Alzheimer, le previsioni parlano del triplo di malati entro il 2050, con 7.7 milioni di nuovi casi ogni anno. Solo negli USA, ad oggi sono 6 milioni i malati, in Italia circa 600 mila.

Biogen ora dovrà effettuare uno studio di follow-up per verificare l’efficacia di Aduhelm: se non dovesse essere confermata, la Fda ritirerebbe approvazione e farmaco dalla vendita, un’ipotesi remota ma non impossibile.

Altra questione da affrontare è il prezzo: al momento un anno di cure costerebbe tra i 30 e i 50 mila dollari, ma secondo analisi indipendenti, il prezzo adeguato dovrebbe aggirarsi tra i 2.5 e 8.3 mila dollari. L’Institute for Clinical and Economic Review ha però sottolineato che qualsiasi prezzo al momento risulta troppo alto finché l’efficacia non verrà confermata dagli studi successivi.

Aduhelm se davvero riuscisse nell’intento di rallentare il peggioramento della malattia, segnerebbe una svolta epocale sia per i pazienti che per la ricerca scientifica, che ora potrebbe avere un nuovo parametro per studiare e perfezionare le cure contro questo morbo decisamente invalidante.