L’allarme del prof. Rezza: l’indice di contagio e i nuovi casi non calano più

L'indice Rt segna un'inversione di tendenza, ovvero non sta più calando: ciò significa che per evitare che i contagi aumentino rapidamente, servono mola prudenza e cautela

Foto Shuttertsock | di Noiel

Articolo aggiornato il 18 Dicembre 2020

Durante la quindicesima edizione del Forum Risk Management di Arezzo tenutosi quest’oggi, è intervenuto il professor Giovanni Rezza, direttore dell’Istituto Superiore di Sanità nonché epidemiologo, per commentare la situazione Covid attuale.

Il quadro presentato non è dei più postivi, infatti l’Rt, ovvero l’indice di contagio, e il numero di nuovi casi positivi tendono a non scendere più, un’inversione di tendenza rispetto alle ultime settimane. Attualmente, il numero di decessi ancora alto e nelle strutture ospedaliere si oltre la soglia prevista per quanto riguarda i posti occupati in area medica e intensiva.

Rezza: serve prudenza, anche per la scuola

Alla luce dei dati che non intendono calare, Giovanni Rezza ha annunciato che è previsto un incontro della Cabina di regia. Per il momento ha preferito non diffondere i dati, ma la situazione è piuttosto chiara. “Occorre estrema prudenza” ha dichiarato, “poi le misure specifiche le decide la politica“. Ha commentato anche la questione delle festività: nonostante la voglia di rivedere le persone care, non si può abbassare la guardia. Infatti, il rischio maggiore da scongiurare assolutamente è che l’epidemia riparta durante la campagna vaccinale. Se così fosse, sarebbe un problema molto grave.

Stesso discorso per la riapertura della scuola: secondo l’epidemiologo, tutto dipenderà dalla situazione delle varie zone del paese. Bisogna valutare giorno per giorno e procedere lentamente nella pianificazione della ripartenza del paese.

Il vaccino

Se il 60-70% della popolazione sarà vaccinato, allora sarà raggiunta l’immunità di gregge, ha spiegato il professore. Quello è l’obiettivo della campagna vaccinale, che partirà simbolicamente il 27 dicembre. Sarà disponibile durante il primo quadrimestre del 2021 uno dei tre vaccini a Rna, dopodiché dovrebbero arrivarne altri. Dato il limitato quantitativo, verrà stilato un elenco delle categorie che hanno la priorità a riceverlo. Tra queste al momento non rientra quella dei bambini “per diversi motivi: non mi risultano ci siano sperimentazioni su bambini. Inoltre sono meno suscettibili al Sars-Cov-2 e più raramente hanno sintomi e malattia gravi. Terzo non sono stati identificati come popolazione che sostiene la trasmissione dell’infezione nella comunità“.

Il piano prevede che in una prima fase si proteggano tutti coloro che sono a rischio malattie gravi e soprattutto chi lavora nelle strutture più a rischio, cioè ospedali e rsa. Poi toccherà ad anziani, via via scendendo con l’età.