Allarme disabilità: 2,6 milioni italiani non autosufficienti

La disabilità è un vero e proprio allarme sociale in Italia: 2,6 miliardi di persone disabili non autosufficienti, che necessità di assistenza, con un costo sociale e per le famiglie altissimo

Articolo aggiornato il 23 Luglio 2010

E’ allarme disabilità in ItaliaIn Italia sono ben 2, milioni le persone disabili non autosufficienti, una fetta importante della popolazione che, a causa della propria disabilità non è in grado di provvedere alle proprie esigenze quotidiane. Numeri importanti, che pesano in modo non indifferente anche sulla spesa pubblica, costando più di 17 milardi di euro, circa 1,13% del Prodotto Interno Lordo del Paese. Una condizione quella della disabilità grave, caratterizzata dall’impossibilità di essere autosufficienti, che colpisce 1 famiglia su 10, che sembra destinata a una diffusione sempre maggiore. Infatti, l’invecchiamento progressivo della popolazione, che porterà la quota degli over 65 dal 20% di oggi al 34,5% fra quarant’anni, inciderà pesantemente sul numero di persone disabili e bisognose di assistenza.
 
E’ proprio questa la parola chiave sulla quale cittadini e Istituzioni sono chiamati a riflettere, assistenza, un costo enorme, ma, soprattutto, una necessità, per consentire a questa fetta di popolazione più bisognosa di vivere una vita dignitosa.
 
Questo quadro disarmante è il risultato della foto scattata dal Rapporto 2010 sul tema, presentato nei giorni scorsi dai Ministri del Welfare Maurizio Sacconi e della Salute Ferruccio Fazio. Se i costi della non autosufficienza raggiungono cifre record, le “vittime” principali di questi esborsi impegnativi sono le famiglie stesse, che ogni hanno versano oltre 9 miliardi di euro solo per per assicurare l’assistenza al proprio caro di una badante. Le spese a carico dei diretti interessati e dei parenti superano quelle sostenute dallo Stato, che spende circa 7 miliardi di euro per le indennità di accompagnamento.
 
Risorse importanti, ma non abbastanza: l’Italia si dimostra fanalino di coda, o quasi, dell’Europa, dimostrando una minore diffusione dei servizi domiciliari e residenziali rispetto agli Stati europei settentrionali.