Alimentazione: si studiano i benefici dei cibi rossi e blu

Nella frutta e nella verdura rosse e blu il segreto per contrastare l'obesità, in particolare il grasso addominale rischioso per il cuore: dopo i risultati positivi sui topi parte lo studio sull'uomo

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    Alimentazione: si studiano i benefici dei cibi rossi e blu

    Ha preso il via lo scorso primo luglio il progetto “Athena”, uno studio che si propone di analizzare sull’uomo gli effetti di una dieta ipercalorica, ma ricca di antocianine, i pigmenti che danno la colorazione rossa o blu alla frutta, alla verdura, ai fiori.

    Il progetto nasce dai sorprendenti risultati ottenuti negli studi sui topi, pubblicati sulla rivista scientifica Journal of Obesity”: sono stati presi tre gruppi di topolini e tutti e tre sono stati alimentati con una dieta ipercalorica. Mentre, però, i primi due gruppi sono stati dissetati rispettivamente con acqua e succo di arancia gialla, il terzo gruppo ha ricevuto come bevanda succo di arance rosse.

    E alla prova della forma fisica la sorpresa: “Mentre i topi dei primi due gruppi sono ingrassati, quelli del terzo gruppo, pur mangiando le stesse cose non sono aumentati di peso perché in loro si è ridotta la massa adiposa della pancia, la più pericolosa per il rischio di sviluppare malattie cardiovascolari” spiega la professoressa Chiara Tonelli, alla guida del Dipartimento Scienze Biomolecolari e Biotecnologiche dell’Università di Milano, che prende parte al progetto Athena.

    A fare la differenza sarebbero, quindi, proprio le antocianine presenti nelle arance rosse. Ora resta da capire se lo stesso può verificarsi nell’uomo, ma non a scopo puramente dietetico: se gli effetti delle antocianine saranno confermati, sarà un’ulteriore punto a favore dell’importanza della prevenzione attuata con un’alimentazione sana, per proteggere il cuore e contrastare anche l’obesità.

    Il progetto coinvolge ben 6 gruppi: oltre al dipartimento dell’Università di Milano già citato, partecipano l’Istituto Europeo di Oncologia, la Società Italiana Kos Genetics, l’Istituto di Agrumicoltura di Acireale (Catania) e l’ Università Cattolica di Campobasso.

    Immagine tratta da: Ilsoleazzurro.com