Adenopatia: cos’è, sintomi e cura

L'adenopatia è una condizione caratterizzata dall'ingrossamento dei linfonodi. Questa patologia può essere causata da molteplici fattori, tra cui infezioni batteriche o virali, reazioni allergiche, tumori e patologie autoimmuni. A seconda della causa sottostante, l'adenopatia può presentarsi con diversi sintomi. Scopri tutti i dettagli nell'articolo.

adenopatia
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Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

L’adenopatia è caratterizzata dall’ingrossamento di ghiandole linfatiche e linfonodi che può interessare qualunque parte del corpo, anche se va sottolineato che i linfocentri, le parti del corpo dove c’è una concentrazione maggiore di linfonodi, sono localizzati in particolare nel collo, nelle ascelle, sotto la mascella e vicino alle orecchie, nell’inguine.

A volte capita che, proprio in questa zone del corpo, appaiano i linfonodi ingrossati, e ad essi bisogna prestare particolare attenzione.

Cos’è l’adenopatia? Quali sono i sintomi e quali le cure che portano alla guarigione? Scopriamo i dettagli nell’approfondimento.

Cosa sono le adenopatie

linfonodi all'inguine

L’adenopatia è una malattia che colpisce le ghiandole linfatiche, di solito ingrossandole.
È conosciuta anche con il termine linfoadenopatia, che specifica più dettagliatamente l’ambito di interessamento, i linfonodi.

Nei linfonodi maturano le cellule del sistema immunitario: per questa ragione, spesso, un loro ingrossamento è indice della presenza di un’infezione o di una malattia che ha colpito i tessuti circostanti.

La linfoadenopatia è l’ingrossamento palpabile (> 1 cm) di ≥ 1 linfonodo; è classificata come:

  • Localizzato: se interessa una zona del corpo;
  • Generalizzato: se interessa due o più aree del corpo.

Di solito i linfonodi ingrossati a causa dell’adenopatia sono anche doloranti.

Adenopatia: i sintomi

I sintomi dell’adenopatia possono essere diversi, i più comuni sono:

  • Linfonodi ingrossati;
  • Pesantezza;
  • Debolezza;
  • Mal di gola;
  • Naso che cola;
  • Affaticamento;
  • Malessere;
  • Dolori nelle parti interessate, spesso gonfie e arrossate;
  • Febbre;
  • Sensazione di schiacciamento degli organi vicini, soprattutto in caso di adenopatia al torace e all’addome;
  • Sudorazioni notturne.

Ci sono anche sintomi più gravi e persistenti, come un dimagrimento inspiegabile. Tra le complicanze che possono presentarsi, ci sono:

  • Difficoltà respiratorie;
  • Perdita di sensibilità di un arto o della parte attorno al linfonodo ingrossato;
  • Perdita di peso;
  • Adenopatia presente da settimane.

Di solito i linfonodi interessati sono:

Cause dell’adenopatia

Le cause dell’adenopatia possono essere varie ma, generalmente, un ingrossamento dei linfonodi sta ad indicare un’infezione o una malattia in corso.
Questa malattia può manifestarsi, quindi, in presenza di infezioni più o meno gravi come:

  • Mal di gola;
  • Infezioni batteriche o virali;
  • Tubercolosi;
  • Mononucleosi;
  • Infezioni dell’orecchio;
  • Malattie a trasmissione sessuale;
  • Batteri Staphylococcus;
  • HIV;
  • Ipersensibilità a farmaci;
  • Tumori;
  • Malattie autoimmuni.

Tuttavia, la maggior parte dei casi è dovuta a malattia benigna o infezione locale clinicamente evidente. È probabile che il cancro sia presente in < 1% dei casi indifferenziati nelle cure primarie.

Diagnosi delle adenopatie

Alla comparsa di segni e sintomatologia, è consigliabile contattare, tempestivamente, il medico che – dopo una serie di analisi ed esami – potrà stabilire la corretta diagnosi e, dunque, la terapia più adatta al caso.

Sarà necessario determinare la posizione e la durata dell’adenopatia, nonché se è accompagnata da dolore. Si notano lesioni cutanee recenti (in particolare graffi di gatto e morsi di ratto) e infezioni nell’area drenata dai linfonodi colpiti.

Basterà un esame clinico per le adenopatie più superficiali, che colpiscono zone accessibili alla palpazione del medico come collo, ascelle, inguine.
Per le adenopatie al torace e all’addome, sarà spesso necessario un controllo più approfondito (radiografia, ecografia, risonanza magnetica eccetera).
Potrebbe, inoltre, essere necessario svolgere ulteriori test come, ad esempio, la biopsia: questo per poter comprendere le cause con certezza.

L’anamnesi deve identificare i fattori di rischio come tubercolosi o infezione da HIV e cancro (in particolare dovuti all’uso di alcol e/o tabacco).

Ai pazienti viene chiesto informazioni sui contatti con persone malate (per valutare il rischio di tubercolosi o malattie virali come il virus Epstein-Barr), sulla loro precedente vita sessuale (per valutare il rischio di malattie sessualmente trasmissibili). Vengono conrollati anche i farmaci che si assumono.

Come si cura l’adenopatia

Il trattamento primario è diretto alla causa; l’adenopatia stessa non viene trattata.

Se non si conosce la causa, per esempio, i corticosteroidi non vengono utilizzati, poiché possono ridurre l’adenopatia dovuta a leucemia e linfoma, ritardando così la diagnosi; inoltre, questi medicinali possono aggravare la tubercolosi.

Anche gli antibiotici non sono indicati a meno che non si sospetti un’infezione linfonodale purulenta e batterica.

Il trattamento dipenderà, per l’appunto, dalla causa scatenante. La cura potrebbe, quindi, includere l’assunzione o l’applicazione di alcuni farmaci e, nei casi più gravi, la necessità di intervento chirurgico.

La prognosi dipenderà dalla tempestività nell’intraprendere la corretta terapia, dalla gravità della condizione e dalla causa che l’ha scatenata, oltre che dallo stato di salute e dall’età del paziente.