Acne in età adulta: da cosa dipende e come trattarla

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Come curare l’acne in età adulta (tantasalute.it)

Articolo aggiornato il 3 Gennaio 2024

Si chiama acne tardiva perché a differenza di quella giovanile che compare durante la fase di sviluppo, si può manifestare in età adulta anche senza un precedente disturbo di acne giovanile

L’acne in età adulta colpisce soprattutto una fascia d’età compresa trai 30 e i 40 anni. E nelle donne, in 8 casi su 10, si tratta di recidive dell’adolescenza. Tuttavia non sono rari i casi a esordio tardivo, ovvero lontano dalla fase della pubertà in cui non di rado si manifesta l’acne.

L’acne interessa la pelle del viso, ma brufoli e punti neri spesso sono visibili anche su collo, schiena, torace e spalle perché sono le aree del corpo con un’ampia concentrazione di ghiandole sebacee.

In età adulta la sua manifestazione avviene in maniera leggermente diversa rispetto a quella giovanile. Il sintomo principale dell’acne tardiva sono infatti i cosiddetti comedoni o punti neri, accompagnati da foruncoli e arrossamenti e in alcuni casi da brufoli e pustole.

Acne tardiva, quali sono le cause e i trattamenti efficaci

La formazione dell’acne avviene per l’ostruzione dei pori della pelle, si tratta di una conseguenza della produzione eccessiva di sebo che a sua volta incide sull’attività di alcuni batteri che causano l’infiammazione.

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Come trattare l’acne in età adulta (tantasalute.it)

Le cause principali della sua manifestazione sono da attribuire a una predisposizione genetica, ma anche allo stress e all’ansia che possono provocare alterazioni ormonali e all’inquinamento. Nel periodo premestruale, in gravidanza o in presenza di cisti ovariche aumenta ad esempio la produzione di androgeni, ormoni maschili che vanno a stimolare le ghiandole sebacee e i follicoli.

Se negli adolescenti l’acne compare con l’aumento del livello degli ormoni, anche in età adulta può verificarsi un nuovo aumento. Ad esempio in condizioni di stress, quando vengono stimolati particolari ormoni che incidono sulla salute della pelle. Un’ulteriore causa può essere attribuita all’assunzione di alcuni farmaci come corticosteroidi o androgeni che possono portare alla formazione dell’acne.

Nelle forme più lievi solitamente il dermatologo raccomanda l’uso di prodotti topici a base di perossido di benzoile e acido salicilico, è comunque importante scegliere sempre prodotti non comedogenici e privi di sostanze oleose e struccarsi sempre prima di andare a dormire.

In caso di acne moderata o grave può essere utile, oltre alle applicazioni locali, anche l’assunzione di antibiotici mirati che aiutano a eliminare o rallentare la proliferazione dei batteri e a ridurre l’infiammazione. L’acido azelaico, oltre ad avere una funzione antibatterica, agisce sul processo di formazione dei comedoni e ha un’azione antiseborroica.

Se l’acne è molto grave e refrattaria all’utilizzo di altri farmaci, il dermatologo può prescrivere un retinoide di sintesi chiamato isotretinoina. Si tratta di un farmaco che contribuisce a normalizzare la produzione sebacea e a ridurre l’infiammazione.

Come per molte altre problematiche di pelle occorre avere la costanza nei trattamenti e abbinare, alle cure prescritte dal dermatologo, l’adozione di uno stile di vita sano, lontano da fattori di stress e ricco di cibi sani.