Abbronzatura: i rischi delle lampade

Le lampade per l’abbronzatura artificiale possono far aumentare il rischio di sviluppare un melanoma della pelle e causano l’invecchiamento della pelle

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    Abbronzatura: i rischi delle lampade

    Chi desidera sfoggiare un’abbronzatura invidiabile anche in inverno ricorre alle lampade, che per molti costituiscono una vera e propria abitudine. Ma sono veramente sicure? Quali sono i rischi in cui si può incorrere facendone uso? Sono state stabilite delle regole ben precise e particolari da rispettare.

    Le pericolosità

    A questo proposito sono stati effettuati controlli presso i centri che utilizzano le lampade. La stessa Organizzazione Mondiale della Sanità ha caldamente raccomandato di evitare che i minorenni usufruiscano dell’abbronzatura artificiale. In effetti è stato messo in evidenza che le lampade per la tintarella aumentano il rischio di sviluppare un melanoma della pelle. Un rischio in più che sarebbe pari ad una percentuale molto alta, ossia del 75%. Già diversi Paesi europei si stanno muovendo nella direzione di una regolamentazione molto precisa al riguardo.

    Tutto ciò vale in modo particolare per la Francia e la Germania. Il problema principale sarebbe rappresentato dal fatto che le lampade solari sono in grado di emettere radiazioni Uva, che sono di sette o otto volte superiori a quelle che si possono assorbire mediante un’esposizione ai raggi solari. Tutto ciò non fa altro che favorire una serie di conseguenze, tra le quali non bisogna dimenticare l’invecchiamento della pelle.

    Da non dimenticare che, se proprio non si vuole rinunciare alla tintarella artificiale, è opportuno rivolgersi a centri specializzati che possono offrire maggiori garanzie di sicurezza. Inoltre non bisogna dimenticare di consultare un dermatologo per chiedere consigli sulla quantità di esposizione in base anche al proprio fototipo.

    Lo studio

    Uno studio, che si è occupato dell’associazione tra le lampade e il rischio di neoplasie cutanee, è stato condotto dai ricercatori della Harvard Medical School, guidati dal dottor Jiali Han, e pubblicato sul Journal of Clinical Oncology. La ricerca ha coinvolto 730 mila donne, tra le quali vi erano giovani che si sottoponevano (con frequenza diversa) a sedute con lampade abbronzanti, e che sono state seguite dagli studiosi per 20 anni. Infatti il monitoraggio è iniziato da quando queste volontarie erano al liceo sino ai 35 anni circa. I risultati dello studio hanno sottolineato il rapporto causa-effetto esistente tra l’uso di queste lampade e il rischio di tumore. Secondo la ricerca 5.500 donne che avevano fatto uso delle metodiche abbronzanti almeno quattro volte all’anno dagli anni del liceo ai 35 anni, hanno una percentuale pari al 15% di sviluppare un carcinoma delle cellule basali. Mentre, “solo” a 349 donne è stato diagnosticato il melanoma.

    Sono dati che sottolineano la gravità della situazione, se pensiamo che molte donne fanno uso di lampade abbronzanti anche 20 volte all’anno, non rendendosi conto di quanto la loro pelle sia a rischio. Il problema è che la maggior parte delle persone pensa che patologie di questo genere insorgano sempre sugli altri mai su se stessi, continuando a seguire uno stile di vita sbagliato. Se pensiamo che con solo sette sedute la percentuale di rischio è pari al 73% possiamo immaginare a quanto sale con venti sedute all’anno.

    Aggiornamento a cura di: Redazione Tanta Salute