Il 57,8% degli italiani disposto a rinunciare alle libertà personali per la salute

Secondo il 54esimo rapporto del Censis sulla situazione sanitaria del Paese, quasi l'80% degli italiani chiede di non allentare le restrizioni

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Foto Getty Images | Chung Sung-Jun

Secondo il 54esimo rapporto del Censis sulla situazione sanitaria del Paese, quasi l’80% degli italiani si è espresso a favore della stretta del governo, in vista delle prossime festività natalizie, che prevede una forte limitazione di spostamento tra regioni e comuni. Nonostante la stanchezza accumulata nel corso dell’ultimo anno, tra restrizioni e paura di contrarre il virus, gli italiani ancora una volta non si sottraggono a ulteriori sacrifici. Infatti, secondo il rapporto Censis, il 57,8% degli italiani è disposto a rinunciare alle libertà personali per la salute.

Il 79,8% chiede di non allentare le restrizioni

Dal rapporto emerge che, in vista del Natale e del Capodanno, il 79,8% degli italiani chiede di non allentare le restrizioni o di inasprirle. Il 54,6% spenderà di meno per i regali da mettere sotto l’albero, il 59,6% taglierà le spese per il tradizionale cenone dell’ultimo dell’anno. Per quanto riguarda la notte di San Silvestro,  il 61,6% degli italiani si atterrà a una festa “triste e ridotta.

L’anno della paura

L’indagine condotta dal Censis mette in evidenza un altro importante aspetto della pandemia: la paura. Questo è l’anno della paura, l’anno in cui il Covid sembra aver innescato una paura più generale, la paura del futuro, costringendo gli italiani in un vortice di ansia e angoscia, da cui ancora nessuno è certo di uscire, a dispetto delle rassicurazioni che arrivano quotidianamente. Infatti, il 73,4% degli italiani indica, come sentimenti prevalenti dall’inizio della pandemia, la paura dell’ignoto e l’ansia, oltre all’insorgere in alcuni casi di problemi psichici.

Il 38,5% disposto a rinunciare a diritti civili

Lo Stato – si legge nel rapporto Censis – è il salvagente a cui aggrapparsi nel massimo pericolo“: motivo per cui gli italiani sono disposti a rinunciare alle libertà personali, lasciando al Governo le decisioni su quando e come uscire di casa, su cosa è bene fare e cosa non lo è, “sulle persone che si possono incontrare, sulle limitazioni alla mobilità personale”.

Un altro dato interessante riguarda invece l’aspetto economico: il 38,5% sarebbe pronto a rinunciare ai propri diritti civili anche per un maggiore benessere economico, accettando limiti “al diritto di sciopero, alla libertà di opinione e di iscriversi a sindacati e associazioni“.