
Se non fosse che l’argomento è tutt’altro che comico, la notizia poteva suscitare un attimo di ilarità; pensare che anche la donna debba utilizzare il preservativo per evitare guai è per lo meno insolito; ma andando a fondo della questione rileviamo che la notizia è vera e, chiaramente riguarda le donne.
In tema di violenza una specifica ricerca pubblicata sulla rivista “The British Journal of Psychiatry” è riuscita a dimostrare un legame apparentemente inspiegabile e sorprendente tra quantità di dolciumi mangiati durante l’infanzia e comportamenti aggressivi manifestati da adulti. Lo studio è stato il frutto del lavoro di un gruppo di ricercatori della Cardiff University, che hanno coinvolto 17.500 persone.
In genere si pensa che i giovani che vivono a casa con i genitori conducano una vita più semplice e più facilitata all’insegna delle comodità. E’ facile infatti poter contare sulla presenza dei genitori, che aiutano anche nella gestione della vita quotidiana. Ma spesso i luoghi comuni vengono smentiti da ricerche che sorprendono per gli aspetti che riescono a mettere in luce.
Non tutto ciò che riguarda la mente trova una spiegazione apparentemente facile e razionalmente accettabile. Come si può giustificare per esempio il piacere che alcune persone provano nel vedere gli altri soffrire o nel fare loro del male, senza riuscire ad entrare in un rapporto di empatia con gli altri individui? Sembrerebbe una questione che non trova delle motivazioni adeguate, eppure anch’essa corrisponde a specifici meccanismi che accadono nel nostro cervello.
La violenza spesso è frutto di una condizione psicologica propria di individui che nel corso della loro infanzia sono state vittime di abusi o hanno assistito in modo traumatico a degli episodi violenti. Esiste quindi un legame molto stretto fra trauma e comportamento criminale, come è stato chiarito in occasione di un convegno dal titolo “Intrecci traumatici: nuove prospettive e strategie d’intervento” promosso dall’Università Cattolica insieme al Centro di ricerca sulle dinamiche evolutive e educative.
A sosegno del Telefono Azzurro la Regione Lazio ha scelto di aprire all’interno delle ASL delle sezioni dedicate all’abuso su minori, supportando così l’attività di uno dei soggetti più attivi in fatto di difesa dei diritti del fanciullo. I terminali informativi saranno resi attivi a partire da questo mese in tutti i consultori della regione, aprendo con sportelli al pubblico in ospedali e poliambulatori.
Violenze fisiche o violenze psicologiche, che le donne subiscono in casa o fuori: sarebbero 14 milioni le donne che, a causa di una situazione famigliare o sociale negativa rischiano la salute e spesso la vita stessa. Infatti, nella maggior parte dei casi, le violenze culminano con la morte della donna oggetto delle negative attenzioni.

E’ ancora presto per parlare di pillola anti-violenza. Però, almeno nei topi, sembra funzionare. Stiamo parlando di un nuovo farmaco che ha dimostrato la capacità di ridurre l’aggressività nei roditori. E non ci riferiamo ai pacifici topi usati nei laboratori, ma a un gruppo di roditori addestrati per manifestare un livello di violenza molto superiore alla norma.