
Purtroppo in questi ultimi anni tra le malattie che preoccupa l’uomo, il cancro alla prostata è tra i primissimi posti in classifica.
Secondo dati riportati sul Journal of the American Association la Serenoa repens, potrebbe essere la svolta per cercare di ostacolare l’ipertrofia prostatica benigna e chissà, magari anche il carcinoma prostatico. Ma che cosa è la Serenoa repens?E’ una palma nana presente in particolar modo nel sud-est degli Stati Uniti, sopratutto in prossimità delle coste e lungo il litorale. Sin dai tempi dei nativi americani aveva degli effetti benefici verso tutte quelle patologie che riguardavano il sistema urinario, e l’apparato genitale maschile.
Ogni anno in Italia 37 mila uomini sono colpiti dal tumore alla prostata, considerato, per questo, la forma tumorale più frequente nella popolazione maschile, in particolare tra gli ultrasessantenni. Le possibilità di guarigione esistono, basta riuscire a giocare d’anticipo, scoprendo per tempo la malattia.

Chi lo direbbe, fra le tante minacce alla nostra salute in fatto di inquinamento atmosferico, acustico, per citare i più noti, ne esiste un altro più subdolo e se vogliamo incredibile pure da immaginare; stiamo parlando dell’inquinamento luminoso.

Un antiparkinsoniano, nello specifico facente parte delle sostanze dopaminergiche come quelle rappresentate da Stalevo, un farmaco nella cui formulazione reperiamo tre principi attivi, Carbidopa, Levodopa ed Entacapone che insieme agiscono bene opponendosi alla malattia ma soprattutto nei confronti dei sintomi più penosi della patologia stessa; il Morbo di Parkinson; può ancora essere prescritto o bisogna studiarlo meglio?

Dopo tutta una serie di alterne vicende, il vaccino contro il cancro alla prostata, denominato ” Provenge“, ha ottenuto l’approvazione da parte della Food and Drug Adiministration, l’Organo di controllo dei cibi e dei farmaci in America, che due anni fa l’aveva negata e che dunque è entrato nell’uso per i pazienti.

Il tumore alla prostata, un problema sicuramente non da poco, anche se occorre tuttavia fare una distinzione, il tumore benigno alla prostata causa generalmente di ipertrofia prostatica è una patologia quasi ineluttabile dell’uomo dopo una certa età e non presenta particolari problemi; nel caso che andremo a vedere invece parliamo di quei tumori maligni, ad esempio, i carcinomi della ghiandola prostatica.

Stavolta la ricerca medica ci porta ad un risultato del tutto inedito non tanto per i suoi effetti pratici che potrebbe avere, quanto per la metodica che i ricercatori avrebbero trovato per giungere all’obiettivo finalizzato a giungere in qualche modo alla soluzione della malattia che si intenda debellare, come di fatto accade con il tumore alla prostata.

Ecco il dilemma; ritenere praticabile la strada della vaccinoterapia quale arma contro i tumori, evenienza questa sicuramente affascinante, ma al contempo rischiare che si apra uno scenario fatto di enormi interessi economici di quanti, pur di partecipare al ” banchetto “, saranno disposti a millantare risultati mirabolanti a seguito delle ricerche condotte, non sempre del tutto controllabili, col risultato di alimentare false speranze?

Una serie di osservazioni avrebbe palesato un diverso approccio terapeutico nei confronti del carcinoma prostatico, ciò da quando si sarebbe evidenziato il fatto che su 27 tumori alla prostata su cento, soprattutto fra quelli più aggressivi, è presente un virus al punto da poter stabilire che forse una delle cause di tali neoplasie potrebbe essere riconducibile ad un agente virale e sarebbero dunque disponibili nuovi percorsi terapeutici che gli scienziati vorrebbero attuare a breve.

Nell’uomo il tumore alla prostata rappresenta una grave minaccia soprattutto quando si parli di carcinoma prostatico, la forma tumorale maligna soggetta a dare metastasi nel tempo; ma oggi la terapia di questa neoplasia pare aver subito un’interessante svolta, come dimostra una ricerca condotta da un team di studiosi americani che hanno pubblicato gli esiti del loro lavoro scientifico sulla rivista Clinical Cancer Reserach da dove si evince bene la sperimentazione effettuata con un vaccino somministrabile a differenti dosaggi in momenti diversi.

Anche il tumore alla prostata potrebbe avere i giorni contati grazie ad un vaccino tutto italiano che si preannuncia molto promettente a seguito del lavoro continuo dei ricercatori dell’Istituto dei Tumori di Milano. Secondo questi scienziati, infatti, il vaccino potrebbe ricavarsi estraendo una particolare proteina che alberga all’interno dei tumori che vengono asportati, successivamente la proteina verrebbe trattata in laboratorio e somministrata sottocute a quei pazienti che non avevano mostrato alcun beneficio dalla terapia radiante e chemioterapica, come attestano i risultati sul campo dopo somministrazione del particolare farmaco su un campione di 32 persone.

Ci fu un tempo in cui masturbarsi oltre che peccato, necessario di un’assoluzione immediata da parte del parroco di turno a favore dell’autore dell’atto impuro, era pure considerato nocivo alla salute, non si sa quanto di vero si credesse in quel che si diceva, ma la possibilità di perdere la vista ed indebolirsi fino a morirne, a guardare certi films di mezzo secolo fa, sembrava un fatto scontato e lì da venire. Ma oggi è tutta un’altra storia, l’atto sessuale, che sia completo o meno, fa bene alla salute e, nel caso della masturbazione, farebbe bene all’uomo e alla donna; ma nel maschio svolge un importante ruolo preventivo.

L’HPV (Human Papillomavirus) e’ un virus noto per essere strettamente correlato allo sviluppo di uno dei tipi di tumore piu’ pericoloso per la donna, il tumore alla cervice uterina, per questo virus e’ stata fatta ricerca, al fine della prevenzione, anche su profilassi: ne e’ un esempio il vaccino Gardasil.