
Un bel segnale da parte della Regione Lombardia con a capo il Governatore Roberto Formigoni, che avrebbe deciso di aumentare il sostegno alle famiglie numerose o comunque disagiate a causa della crisi che le ha colpite a vario grado, il risultato sarà dunque quello di prevedere nuove esenzioni per prestazioni ospedaliere ambulatoriali.

Brutto segno quando si comincia a risparmiare sulla salute e dunque sui farmaci e sulle prestazioni sanitarie; significa che la crisi è tutt’altro che andata via e lo dimostra il fato sconcertante che un italiano su cinque non si è curato adeguatamente spendendo il 18% in meno all’anno per prestazioni sanitarie e cure odontoiatriche in genere. Ma c’è dell’altro, l’Italia non è tutta uguale, come sappiamo, in fatto di reddito procapite e la constatazione per quanto riguardo le cure mediche è quello di assistere ad aree del Paese dove si è fatto minor ricorso alle cure rispetto ad altre regioni.

Un’iniziativa che va nella giusta direzione a favore di quelle fasce più deboli che la crisi economica anche in Italia ha quasi ridotto sul lastrico; parliamo dei disoccupati e loro familiari cui va la solidarietà della Regione Toscana che con Enrico Rossi, Assessore alla Salute, ha previsto per questi cittadini la totale esenzione dei ticket sanitari, come disciplinato dall’ultima delibera che porta la firma dell’eponente politico regionale.

E’ proprio divenuta una jungla la normativa che regola il prezzo del ticket sanitario sui farmaci regione per regione, ciò da quando ognuna di queste amministrazioni è stata lasciata libera di applicare la quota a carico del cittadino a seconda delle proprie esigenze e dei propri bilanci. Il risultato è che predisponendo delle linee generali per classi di farmaci, anzicchè intervenire sulla singola confezione, si può verificare il caso che certi farmaci, come la Cardioaspirin, ovvero l’Aspirina a basso dosaggio indicata per prevenire eventuali patologie cardiovascolari, costa di più a pagare il ticket presentandosi in farmacia con la ricetta medica, anzicchè pagare il farmaco per cassa ovvero corrispondendo l’intero valore della confezione stessa.

Complice anche la stagione estiva, le possibilità di viaggiare d’estate si centuplicano rispetto all’inverno, purtroppo però non è scritto da nessuna parte, purtroppo, che in vacanza non ci si ammali al punto da dover essere costretti a far ricorso alla Pubblica Assistenza Sanitaria e così può risultare utile conoscere come, all’interno del territorio italiano, si sono organizzate le diverse Regioni in tema di applicazione dei ticket sanitari.

C’è poco da fare, nessun governo ama troppo imbarcarsi nel settore della Sanità, anche perché è difficile spiegare ai cittadini, ad esempio, come mai a fronte di una spesa relativa ai farmaci di Fascia A, a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale, diminuita del 5%, si è assistito ad un aumento dei ticket pagati dai cittadini , aumentati del 30%, per l’acquisto di questi farmaci. Un fatto che ha risvolti seri, in un periodo sicuramente di “vacche magre” in Italia e ancor più serio se si considera che la spesa sanitaria relativa ai farmaci non è certo la voce di spesa maggiore per la collettività.
Oggi su Tanta salute parliamo di farmaci, per dire ai nostri lettori che cosa si puo’ definire farmaco e che cosa invece non puo’ essere definito cosi’. Chiaro che molto gia’ sapranno che cosa e’ un farmaco, ma dire le cose piu’ volte non puo’ fare male, puo’ fare solo che bene. Repetita juvant.

Non ci sono regioni ove si paga il ticket per le cure termali e regioni ove questa partecipazione dell’assistito non sia contemplata; ciò in quanto a regolamentare la materia interviene una normativa emanata a livello nazionale e dunque recepita dai residenti che dovranno regolarsi nel modo seguente: