La riabilitazione in caso di ictus può essere efficace anche a distanza di tempo. Sono queste le nuove prospettive che sono state aperte da un’apposita ricerca sull’argomento condotta presso l’Università Cattolica di Roma. Gli studiosi hanno agito in collaborazione con i loro colleghi del National Hospital of Neurology di Londra.
Non è un medico, ma un professionista della salute a cui moltissimi Italiani ogni anno si rivolgono, soprattutto quando serve una riabilitazione motoria, ma anche neurologica e cardio-respiratoria. Il fisioterapista, però, per essere tale deve aver conseguito una laurea in fisioterapia.
Immaginare di muovere una mano per manipolare un oggetto, descrivere a parole l’azione e poi compierla: tre passi che scaturiscono dalle stesse aree del cervello. È questa in sintesi la scoperta di uno studio italo-francese, pubblicato sulla rivista scientifica “Brain Research”.
Puntare al benessere di un individuo non significa solo garantire tutti gli elementi che possono contribuire a proteggere il suo stato di salute, ma vuol dire anche promuovere forme di rispetto che stanno alla base della dignità umana. La festa della donna è un’occasione in cui possiamo mettere in atto un gesto di solidarietà a favore della dignità.

Purtroppo dopo un ictus non è sempre possibile sperare in un recupero funzionale di quelle strutture andate danneggiate dall’insulto cerebrovascolare subito, ne consegue che, spesso, la stessa riabilitazione psico-motoria riesca e dare benefici reali solo in alcune circostanze, molte altre volte il paziente non ricava nessun effetto da tali trattamenti dopo il fatto acuto, nonostante si sia sottoposto a estenuanti esercizi quotidiani.
Si è recentemente concluso a Trento il percorso “Teatroterapia - Un percorso di crescita e benessere”, ciclo di incontri tenutosi nel periodo dal 24 ottobre al 7 novembre scorso: incontri e laboratori teatrali per conoscere sé stessi e maturare una dimensione esistenziale appagante.