
Spesso dopo le feste natalizie ci sentiamo in colpa contro noi stessi a seguito delle abbondanti libagioni cui siamo andati incontro e che si riflettono sulla nostra linea e, alla lunga sulla nostra salute; ed in effetti se pensiamo che il numero di calorie assunto durante le feste natalizie è spaventosamente maggiore di quelle regolarmente previste tutti i giorni, mai sensi di colpa furono meglio riposti che in queste circostanze.

Saranno contenti coloro che si riuniscono una due volte alla settimana a calcetto, con buona pace di mogli o fidanzate, da adesso in poi avranno una motivazione in più per giustificare la loro consuetudine ad andare a praticare la partitella di calcio all’aria aperta; non solo per scaricare le tensioni, non soltanto per ritrovarsi fra amici.

Se qualcuno nutriva ancora qualche dubbio, farà bene a toglierselo, le patatine fritte mangiate come contorno agli altrettanto gustosi hamburger nei fast food fanno molto male, se il tutto e, difficilmente avremo modo di verificarlo, verrà fritto con olio di mais che sappiamo detenere alte quantità di acidi grassi saturi.

E chi l’avrebbe detto, avere figli migliora la pressione arteriosa, apparentemente non di entrambi i genitori che si ritrovano con un impegno economico non indifferente rappresentato dall’acquisto di latte, pappe, omogeneizzati, pannolini e quant’altro, ma una cosa sarebbe certa, almeno per i ricercatori che hanno condotto l’inchiesta.

Il dubbio ai ricercatori era nato quando dai diversi nosocomi americani giungeva notizia di un numero cospicuo di pazienti dimessi a seguito di insufficienza cardiaca e successivamente deceduti presso il proprio domicilio nonostante si fossero sottoposti a regolare cura post ospedalizzazione, un dubbio crescente anche in considerazione di un altro elemento che si è tenuto in conto, ovvero, quale differenza sostanziale determinava la morte di alcuni pazienti rispetto ad altri con caratteristiche fisiche, cliniche e terapeutiche pressocchè uguali?

In Italia si fa un gran parlare di donazione, nello specifico di donazione di sangue, eppure, al di là dei buoni propositi, restiamo, come tante altre volte accaduto, fanalino di coda anche in questo campo rispetto agli altri Paesi europei. Il grido di dolore è stato lanciato in occasione della Giornata Mondiale della Donazione indetto dall’AVIS ove è stato stigmatizzato non solo il problema ma anche la soluzione, basterebbe infatti che nel nostro Paese ci fossero un milione di donatori in più e il problema troverebbe soluzione.
Per i reni controlli e visite mediche con analisi periodiche aiutano a individuare in tempo eventuali malattie che potrebbero essere prossime a colpirci. Ma la mentalità di seguire programmi rigorosi per la propria salute e prevenzione non è un fatto diffuso in tutto il paese.

Per capire le conseguenze che si hanno nel caso di un’emorragia cerebrale possiamo anche pensare all’ischemia cerebrale, ovvero, a quella condizione patologica determinata dalla mancanza, per un certo lasso di tempo, di ossigeno nel cervello non tanto per stabilirne le cause che possono essere del tutto differenti, ma per meglio comprendere i meccanismi che regolano l’afflusso ematico a quest’organo. Infatti, bisogna ricordare che il cervello è un organo delicatissimo che rischia di rovinarsi in maniera irreversibile a causa dell’interruzione della irrorazione ematica anche per pochi minuti.

Si pensa spesso alla pressione arteriosa e quando lo si fa è un bene, monitorare questo importante indizio sulla nostra salute affinché non stia troppo al di sopra dei 140/90, circa, è cosa giusta. Così come da un paio di decenni si sta anche attenti a che il colesterolo non superi all’incirca i 200 mg/dl nel sangue, al punto da intervenire efficacemente oltre che con la dieta con gli appositi farmaci per controllare ogni eccesso nell’organismo. Ma qualcuno ci informa adeguatamente riguardo la frequenza cardiaca?
Un bel giorno si vede dal mattino e non c’è niente di peggio che la fretta per rovinare una bella giornata senza accorgersene: studi medici hanno dimostrato come siano i primi minuti della giornata a fare la differenza in fatto di qualità della vita. Ad esempio: quando si aprono gli occhi e ci si sente a metà tra chi è sveglio e chi non lo è fa bene respirare in profondità, alzarsi a sedere lentamente e solo in seguito mettere giù i piedi dal letto e alzarsi.

L’evidenza di un evento drammatico come l’ictus ritenuto la seconda causa di morte, oltre a tutti quei casi in cui chi ne viene colpito riporta danni spesso irreversibili, ci induce a tutta una serie di riflessioni di fronte ad una condizione che non possiamo considerare una malattia, ma una condizione patologica improvvisa, per lo più, determinata da altre condizioni patologiche o da vere e proprie patologie. Di confortante c’è che secondo i dati più recenti nonostante tutto oggi si muore persino meno di quanto accaduto a metà del secolo scorso e fino agli anni ottanta.

Senza volerci addentrare su un argomento delicato come quello rappresentato dalla pressione arteriosa e dalle patologie ad essa correlata, ricordando che la pressione alta, ipertensione arteriosa, soprattutto se tale condizione si presenta per lungo tempo o in maniera cronica è indubbiamente più pericolosa di quanto avvenga con la pressione bassa, ipotensione arteriosa, purchè nei limiti che non sfocino in un collasso, ci interessa sapere in maniera pratica e, possibilmente esauriente, come ognuno di noi può misurare la pressione arteriosa ad un’altro individuo, atteso che per misurarla a noi stessi occorre una particolare esperienza e tecnica che non val la pena neanche citare.
AngQb e’ il primo vaccino che serve per combattere l’ipertensione arteriosa, un vaccino di questo genere, se sara’ perfezionato e reso disponibile, potrebbe salvare il cuore di centinaia di migliaia di persone.