È lui che si prende cura di nostro figlio, diagnosticando e curando piccoli e grandi problemi di salute a 0 a 14 anni, e controllando lo sviluppo psicofisico del bambino: il pediatra di famiglia. Una figura importante, garantita dal Sistema Sanitario Nazionale, un punto di riferimento per grandi e piccoli. Ma proprio questo professionista della salute potrebbe presto scomparire.
Se il vostro bambino si contorce facendo movimenti strani, improvvisi e insensati, se il suo piccolo faccino viene troppo spesso distorto da smorfie immotivate e ripetute, niente paura: il tic non è solo roba da grandi, è un disturbo che può colpire anche i bambini in tenera età.

Cercate il vostro medico di famiglia o il pediatra in un giorno festivo o prefestivo, magari in ansia perché non vi risponde e imprecate verso di lui per il motivo che non si è fatto trovare quando lo cercavate? Vi sbagliereste a incollerirvi più del dovuto, il medico ed il pediatra non sono tenuti a prestare assistenza né i giorni festivi né i prefestivi, almeno per quanto riguarda la città di Milano e relativa provincia lombarda.
Reazioni immunitarie esagerate, un problema grave che si presenta nei neonati di fronte al contatto con virus e batteri, scatta la reazione autoimmune, smisurata rispetto alla norma, il problema dipende dalla mancanza di un gene, e le malattie autoinfiammatorie possono essere molto pericolose nei neonati e nei bambini, ma presto arriverà un nuovo farmaco, disponibile entro la fine del 2010.
Giornalismo e scienza, siamo sempre al punto di partenza: le riviste specializzate curano con attenzione e meticolosità, attraverso i loro autori e inserzionisti, la revisione delle immagini e delle fotografie che sono fornite correlatamente ai pezzi che sono contenuti. Non si tratta solo di articoli specialistici, su cui l’immagine diventa parte integrante del testo, bensì si tratta di articoli delle riviste specializzate che parlano dei bambini, su cui i materiali sono spesso di difficile reperimento.

Molti bambini vi vanno incontro, alcuni in età prescolare, altri in età scolare, in alcuni soggetti il fenomeno si presenta improvvisamente in altri il problema è associato ad un fatto occorso al quale, magari gli adulti hanno dato poco spazio, ma nella mente del bambino ha alimentato stress, ansia e tensioni; stiamo parlando dell’enuresi, ovvero della pipì fatta a letto.
Per l’Australiana non serve il vaccino ai bambini, a leggere il comunicato nella giornata di ieri è stata la ACP, Associazione Culturale dei pediatri, che ha interpretato la nuova posizione di fronte alle linee generali del Ministero ritenendo che i bambini sani non abbiano la necessità di sottoporsi a un vaccino di questo tipo.
Ciuccio e succhiotto, le mamme sono sempre state combattute tra accontentare il bimbo, mettendoglielo in bocca ogni volta che lo chiede, oppure dire di no. La risposta viene ora direttamente dai pediatri: date al neonato il ciuccio, perché non è vero che rovina i dentini, tantomeno lo vizia, bensì gli salva la vita: avete mai sentito parlare della SIDS? Ne parlano 384 diverse ricerche, secondo cui il succhiotto può essere l’unico modo per salvare il bambino dalla morte in culla.
La prospettiva sarebbe quella di fare in modo che i pazienti minorenni siano assistiti dal proprio medico fino a quando non raggiungono la maggiore eta’ perche’ il pediatra di famiglia conosce il paziente dalla nascita e per questo riesce a individuare con facilita’ lo stato di malattia, distinguendolo dal disturbo.

Saranno i tempi dello stress o un retaggio dell’uso di medicinali anticoncezionali, ma le ricerche sono in corso per trovare la causa dell’aumento cosi’ significativo dei casi di bambini che nascono prematuri tra la 24esima e la 25esima settimana, in un periodo critico, in cui anche 12 ore possono fare la differenza, in gestazione, per la speranza di sopravvivenza.

C’è viva preoccupazione per un fatto che sempre più spesso e, reiteratamente, accade nel mondo scientifico, la sponsorizzazione da parte di associazioni di categoria di un prodotto commerciale, piuttosto che un altro. Il fatto, prima di tutto, è di natura etica, può un organismo che dovrebbe essere super partes propendere per l’uno o l’altro bene di una qualsivoglia azienda o è lecito immaginare che alle spalle di questa sorta di palese sponsorizzazione possano coesistere interessi privati dell’una o dell’altra categoria? Il dubbio serpeggia nell’animo dell’uomo della strada come in quelle delle Associazioni dei consumatori a diverso titolo.

Che la TV potesse essere una cattiva maestra lo si sospettava da tempo. Oggi questo timore è stato confermato da uno studio pubblicato sull’autorevole rivista scientifica Pediatrics. Un gruppo di ricercatori statunitensi, infatti, ha dimostrato che guardare programmi televisivi violenti in età prescolare ha un effetto negativo sullo sviluppo sociale dei bambini.