
Ci rechiamo spesso in farmacia e, per quel poco che possono offrirci, loro malgrado, anche in parafarmacia, ma perché gli italiani si recano in massa in questi punti vendita? Per acquistare per lo più farmaci si dirà, sicuramente, ma quali farmaci da banco, ovvero, quelli dispensabili senza ricetta medica, i nostri connazionali ricercano di più?

Chi non conosce il paracetamolo, forse se lo chiamiamo col nome ancor più noto di Tachipirina sarà più facile ricordarlo, così come accadrà alle mamme che da che mondo e mondo curano la febbre alta, le affezioni dolorose dei bambini, le sindromi influenzali con tale farmaco, utilizzato, a più alti dosaggi, anche per contrastare le sindromi dolorose di diversa natura.

Altra controindicazione dell’aspirina, ovvero, l’acido acetilsalicilico e quasi tutti, per non dire tutti i Fans in particolare, ovvero, gli antinfiammatori di sintesi non steroidei; l’intera classe di quelli conosciuti, secondo un recente studio sarebbe associata alla perdita dell’udito parziale negli uomini di età inferiore ai 60 anni.

Chi non conosce il paracetamolo, ancor meglio la Tachipirina, uno dei nomi commerciali della sostanza attiva, declinata in altri nomi sono Efferalgan, Tachiflu, Sinegrip, farmaci che conoscono meglio forse le mamme, visto che da decenni li somministrano a volte senza particolari raccomandazioni mediche ai propri bambini.

Soprattutto nei bambini, in presenza di rialzi febbrili, il famoso paracetamolo resta un presidio indispensabile agendo come eccellente antipiretico e dunque in grado di abbassare la febbre in breve tempo. Eppure un recente studio scientifico ammonisce, evitate dopo un vaccino la somministrazione di paracetamolo nei bambini, il rischio che corre il piccolo è quello di accusare una scarsa risposta immunitaria.

Nessun allarmismo e ancora meno paure immotivate, perché è perfettamente normale che in corso di validità di un prodotto farmaceutico e dunque durante il suo utilizzo, alla luce di sempre nuovi acquisizioni su quel farmaco, si apportino aggiustamenti di sorta, fatto questo che dovrà semmai ancora più tranquillizzare il paziente sicuro che anche un farmaco presente da decenni e decenni sul mercato continua ad essere monitorato e studiato riguardo ai suoi effetti, collaterali e non.

Troppe volte coi farmaci da banco assistiamo ad una serrata pubblicità fin’anche troppo disinvolta mirante all’acquisto del prodotto, venduto senza ricorso alla ricetta medica, perché ad un dosaggio ridotto. Vero è che alla fine dello spot pubblicitario del prodotto da banco reclamizzato seguono le avvertenze della voce fuori campo che ricorda come nell’uso dovranno seguirsi le istruzioni contenute nel foglietto illustrativo, ma a giudicare dai diversi incidenti occorsi a coloro che ritengono che un farmaco da banco non possa essere pericoloso come uno di altra fascia terapeutica, occorre una maggiore attenzione nella vendita di queste specialità farmaceutiche.

Se diciamo Tachipirina è facile ricordarla, quale madre prima o poi non ha somministrato al proprio figlio in occasione di un rialzo febbrile una cucchiaiata di sciroppo della ormai conosciutissima Tachipirina, se diciamo paracetamolo invece il numero di persone in grado di riconoscere dal principio attivo il farmaco si assottiglia un po’ ed invece con questo sostanza faremo sempre di più la nostra conoscenza da quando anche la Coop venderà il paracatamolo presso gli 88 centri Saluti dislocati lungo il territorio nazionale.