
Il grosso limite delle diete? Per quanto personalizzate sono predisposte in maniera generica un po’ per tutti, se consideriamo le diverse individualità di ogni singola persona, anche nei confronti delle malattie, capiamo bene che perché una dieta possa funzionare al meglio dovrebbe essere confezionata per il singolo come un sarto fa con un vestito da fare indossare al proprio cliente; invece in dietologia così non è.

Le intolleranze alimentari sono tutt’altro che disturbi di poco conto, spesso si innescano in soggetti che mai avevano avuto a che fare con tali situazioni cliniche che per di più sono in aumento soprattutto fra i giovani, bambini compresi. Ancora adesso si fa una grande confusione per distinguere le intolleranze alimentari con le allergie,.

Vi piace il latte ma dovete rinunciarvi perché allergici, meglio sarebbe dire, intolleranti? presto non sarà più così! Lo rivela un accurato studio scientifico pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology e messo a punto dall’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste, che oltretutto ha reso noti i risultati incoraggianti derivanti dalla lunga applicazione scientifica che ha richiesto anni di studio ed ingenti risorse.
Anniversario per i Trent’anni della Associazione Italiana Celiachia (AIC) e per l’occasione rinnova la veste del sito internet, ora disponibile all’url http://www.celiachia.it insieme al nuovo numero verde per le emergenze dei celiaci e per le informazioni utili che sarà da oggi il numero 800454616. Per la celebrazione dell’anno dell’anniversario una grande campagna che coinvolgerà tutti i media è in atto.
L’intolleranza al fruttosio è una malattia rara, che colpisce circa un bambino ogni 20 mila nati, che si traduce in una incidenza piuttosto bassa nella popolazione mondiale, malati che nella maggior parte dei casi non sono a conoscenza della loro intolleranza oppure lo scoprono dopo la età evolutiva. Non ci sono casi noti di persone che scoprano da sole senza analisi enzimatica la loro intolleranza al fruttosio.
Corsi ECM aperti a Salerno, rivolti a specialisti e medici, sulle intolleranze alimentari e sulle allergie alimentari, a organizzare è l’Associazione LaborSalerno, iniziative che sono inserite nell’ambito della seconda edizione di “VIVACE – Vetrina delle intolleranze. Alimentazione priva di glutine, lattosio e proteine del latte”.

Se torniamo a parlare di celiachia il motivo non è riconducibile al fatto che la scienza medica avrebbe trovato una nuova cura per questa malattia, anche se la strada è stata intrapresa pure in questo senso, ma per via del fatto che la Comunità Scientifica è giunta ad un passo dal potere individuare nei bambini fin dalla nascita la possibilità che essi possano diventare nel tempo celiaci.

Chi non ha in mente il ricordo delle festività natalizie legato qualche settimana prima ai preparativi per lo più dei genitori che rintracciavano fra scartoffie e cose inutili custodite in garage o in cantina, il sempre vecchio e con gli anni un po’ malconcio albero artificiale di Natale che, con qualche tirata di qua, qualche stiracchiata di là e, soprattutto, un’energica spolverata dove occorreva, tornava sempre e per anni interi, più nuovo di prima.

C’è un certo allarme per l’aumento di casi di shock anafilattico che vede vittime soprattutto giovani e giovanissimi, i recentissimi fatti di cronaca, anche riferiti soltanto a ieri, lo confermano al punto da poter affermare, anche secondo quanto asserito da Sandra Frateiacci, Presidente Federasma, Federazione Italiana delle Associazioni di sostegno ai malati Asmatici e Allergici, che in Italia ci sono più di tre milioni di persone asmatiche e il 9,5% di questi soggetti sono bambini, mentre il 10% è rappresentato da adolescenti.

Quattro persone su dieci soffrono di intolleranza al lattosio, un fatto tutt’altro che di poco conto se si pensa che in Italia una tale percentuale significa che a barcamenarsi sul novero di cibi consentiti e cibi esclusi dalla dieta sono diversi milioni di soggetti dei due sessi che hanno l’incapacità di digerire il lattosio, un disaccaride che si reperta in maggior misura nel latte. Il problema è interamente localizzato nell’impossibilità, da parte dell’organismo, di sintetizzare l’enzima lattasi in grado di scindere questo composto in glucosio e galattosio, come normalmente dovrebbe accadere.
Solo a titolo indicativo, una persona mediamente nella propria vita, avrà consumato qualcosa come venti tonnellate di alimenti, gli stessi che, in misura diversa, avranno consentito allo stesso individuo di vivere. Perché il cibo ci permette di vivere è presto detto, perché da ciò che mangiamo ricaviamo quei nutrienti che, una volta assunti e assimilati, partecipano ai delicati processi metabolici indispensabili alla vita.
L’intolleranza al glutine non frenera’ chi vorra’ mangiarsi una buona pizza a “La Fabbrica dei Sapori…” a Salerno. La notizia che agli intolleranti il glutine sara’ destinato uno dei 4 forni per cuocere la pizza fara’ quindi molto piacere a tutti i celiaci. Tutto questo non poteva che accadere in Campania e precisamente a Battipaglia, dove il progetto e’ stato pensato apposta per chi la pizza, altrimenti, non la potrebbe mangiare mai.