
Oggi le intolleranze alimentari e le stesse allergie alimentari sono aumentate in maniera esponenziale rispetto al passato e, soprattutto, fra i giovanissimi. Diversi i motivi, ma ce ne è uno in particolare che crea un certo allarme sociale.

L’alimentazione è cambiata, ma soprattutto sta cambiando e cambierà a breve, stante le condizioni lavorative degli italiani, si mangia sempre più fuori casa rivolgendosi a pasti sempre più frettolosi consumati in bar e ristoranti.

Un problema tutt’altro che marginale quello vissuto sulla propria pelle dagli allergici alimentari, basta una piccola svista, un piccolo errore e ci va di mezzo la stessa vita, colti come possono essere questi pazienti dal temibile shock anafilattico che, spesso, a seconda della gravità delle forme non è possibile risolvere neanche in urgenza ed in reparti specializzati.
Le intolleranze alimentari, soprattutto quelle che riguardano i bambini, spesso non sono facili da affrontare, ma neppure possono essere comprese in maniera facile fin dal loro primo insorgere. In ogni caso è bene parlare con il proprio medico, quando ci troviamo in presenza di determinati sintomi che ci possono far sospettare un’intolleranza.

L’obesità come fonte di malattie e, dunque, anche come maggiori costi sociali per la collettività, stante il fatto che proprio per la sequela di patologie che la stessa obesità è in grado di esporre il soggetto che ne soffra, la ricaduta, anche in termini economici sul S.S.N. è tale che l’orientamento della Sanità Pubblica è volto a prevenire tale condizione, soprattutto nei giovani.

Se qualcuno pensa che il reflusso gastroesofageo sia prerogativa degli adulti e basta si sbaglia, anche i bambini possono andarci incontro con una certa frequenza, associata o no tale sindrome ad altra sintomatologia del digerente rappresentata ad esempio da coliche e costipazioni e ciò si potrebbe manifestare anche nella primissima infanzia.

Il grosso limite delle diete? Per quanto personalizzate sono predisposte in maniera generica un po’ per tutti, se consideriamo le diverse individualità di ogni singola persona, anche nei confronti delle malattie, capiamo bene che perché una dieta possa funzionare al meglio dovrebbe essere confezionata per il singolo come un sarto fa con un vestito da fare indossare al proprio cliente; invece in dietologia così non è.

Le intolleranze alimentari sono tutt’altro che disturbi di poco conto, spesso si innescano in soggetti che mai avevano avuto a che fare con tali situazioni cliniche che per di più sono in aumento soprattutto fra i giovani, bambini compresi. Ancora adesso si fa una grande confusione per distinguere le intolleranze alimentari con le allergie,.

Vi piace il latte ma dovete rinunciarvi perché allergici, meglio sarebbe dire, intolleranti? presto non sarà più così! Lo rivela un accurato studio scientifico pubblicato sul Journal of Allergy and Clinical Immunology e messo a punto dall’Ospedale Burlo Garofolo di Trieste, che oltretutto ha reso noti i risultati incoraggianti derivanti dalla lunga applicazione scientifica che ha richiesto anni di studio ed ingenti risorse.
Anniversario per i Trent’anni della Associazione Italiana Celiachia (AIC) e per l’occasione rinnova la veste del sito internet, ora disponibile all’url http://www.celiachia.it insieme al nuovo numero verde per le emergenze dei celiaci e per le informazioni utili che sarà da oggi il numero 800454616. Per la celebrazione dell’anno dell’anniversario una grande campagna che coinvolgerà tutti i media è in atto.
L’intolleranza al fruttosio è una malattia rara, che colpisce circa un bambino ogni 20 mila nati, che si traduce in una incidenza piuttosto bassa nella popolazione mondiale, malati che nella maggior parte dei casi non sono a conoscenza della loro intolleranza oppure lo scoprono dopo la età evolutiva. Non ci sono casi noti di persone che scoprano da sole senza analisi enzimatica la loro intolleranza al fruttosio.
Corsi ECM aperti a Salerno, rivolti a specialisti e medici, sulle intolleranze alimentari e sulle allergie alimentari, a organizzare è l’Associazione LaborSalerno, iniziative che sono inserite nell’ambito della seconda edizione di “VIVACE – Vetrina delle intolleranze. Alimentazione priva di glutine, lattosio e proteine del latte”.

Se torniamo a parlare di celiachia il motivo non è riconducibile al fatto che la scienza medica avrebbe trovato una nuova cura per questa malattia, anche se la strada è stata intrapresa pure in questo senso, ma per via del fatto che la Comunità Scientifica è giunta ad un passo dal potere individuare nei bambini fin dalla nascita la possibilità che essi possano diventare nel tempo celiaci.

Chi non ha in mente il ricordo delle festività natalizie legato qualche settimana prima ai preparativi per lo più dei genitori che rintracciavano fra scartoffie e cose inutili custodite in garage o in cantina, il sempre vecchio e con gli anni un po’ malconcio albero artificiale di Natale che, con qualche tirata di qua, qualche stiracchiata di là e, soprattutto, un’energica spolverata dove occorreva, tornava sempre e per anni interi, più nuovo di prima.