
Non saremo di certo al punto di arrivo nella cura della temibile sclerosi multipla, importante dirlo al fine di non creare ingiustificato ottimismo da parte di coloro che soffrono o si prendono cura di questi pazienti; tuttavia una cosa è certa, ovvero, che al progredire della ricerca scientifica le speranze di aggredire la patologia con un approccio terapeutico più incisivo, crescono eccome.

Ci sono buone speranze di guarigione dall’epatite C assumendo un nuovo farmaco che a livello sperimentale, sia pure in umana, ha già fornito gli elementi tutti per alimentare speranze per una nuova e migliorata azione terapeutica di questo innovativo prodotto. Stiamo parlando del Telaprevir, scientificamente un inibitore della proteasi, un enzima in grado di catalizzare la rottura del legame peptidico e che dunque con l’assunzione del farmaco si oppone alla replicazione del virus dell’epatite.

Potrebbe essere nel tempo la vera arma contro le infezioni constatata la sua azione nell’aumentare le difese naturali degli individui rendendole in grado di contrastare efficacemente tutte quelle malattie virali che spesso, nella storia dell’umanità, si sono trasformate in vere e proprie pandemie che hanno comportato il sacrificio di milioni di persone, ma potrebbe anche rappresentare la soluzione per sconfiggere epidemie reputate minori, come quelle stagionali come l’influenza e, anche in questo caso, il meccanismo d’azione sarebbe il medesimo, ovvero rendere le cellule dell’organismo immune da agenti patogeni virali..