
Visto che l’argomento dominante delle ultime domeniche è stato solo relativo alle notizie sul blocco del traffico, con la speranza, vana per’altro, che impedire ai cittadini di circolare con le proprie vetture nei giorni festivi nelle città, risolvesse il problema, anzicchè cercare correttivi contro l’inquinamento delle metropoli, occorre ricordare che, come dice uno studio spagnolo, ma non è che l’ennesimo, l’inquinamento atmosferico è causa importante di morte per i cittadini.

Che non servisse a nulla il blocco del traffico lo si sapeva, che adesso ce lo sentiamo dire dagli esponenti politici che amministrano la città ci fa ancor di più irritare, per non dire altro, visto che si sapeva che a nulla serviva il blocco della circolazione solo nella zona a traffico limitato come avvenuto a Firenze dove il sindaco Matteo Renzi ha dichiarato, a proposito del blocco del traffico, ” che non serve a niente”.

Non è certo un bel segno, da una parte i giovani di oggi crescono in statura, rasentando il metro e 80 centimetri, complice le migliorate condizioni in fatto di alimentazione, forse persino troppo migliorate se si considera che un giovane su quattro è obeso, ma di contro, diminuisce la lunghezza del pene di almeno il 10%, passando da una misura del pene a riposo da 9,7 centimetri a 8,9 centimetri.
L’inquinamento rappresenta un problema di grande interesse, che dovrebbe coinvolgere l’intera collettività, visto che le conseguenze da esso determinate riguardano tutti. Le strategie per risolvere la questione sono molte. In questo senso possiamo ricordare l’iniziativa molto interessante messa in atto dal Comune di Milano per Domenica 28 Febbraio.
L’inquinamento è un problema sempre vivo a causa di episodi che si verificano di tanto in tanto e che mettono in allarme per le conseguenze a cui possono portare. Uno dei più recenti episodi a tal proposito è quello che ha visto dieci milioni di litri di gasolio riversarsi prima nel fiume Lambro e poi da questo nel Po. Un fatto da non trascurare.

Lo smog delle città, soprattutto quello determinato dalle polveri sottili Pm10, l’inquinamento in generale che i residenti nelle metropoli, in special modo, sono costretti a respirare ogni giorno, non è solo fonte di malattie respiratorie di adulti e anziani, ma oggi si punta l’attenzione anche sui bambini che a causa dell’aria ammorbata dei grossi centri in particolare vanno sempre più incontro a malattie respiratorie di diversa natura.

Pensavamo, chissà perché, che in Italia in fatto di inquinamento si stesse meglio che altrove e invece sbagliavamo, la situazione della nostra aria è tutt’altro che salubre, almeno stante ai dati divulgati dai Verdi alla voce ” Le polveri assassine“, dati che speriamo siano epurati da ogni forma di ideologia che di norma caratterizza certi movimenti ambientalisti ma che, una volta che sono stati certificati, dovrebbero darci l’idea tutt’altro che approssimativa di quanto la nostra penisola sia inquinata e alla luce di tutto ciò, c’è davvero poco da stare allegri!

Taranto continua ad essere una città troppo inquinata, questo mette a serio rischio la popolazione che deve confrontarsi con tutta una serie di sostanze inquinanti immesse nell’aria e non solo; Taranto conquista la maglia nera anche in fatto di eco-mobilità, ovvero, in città non esistono quasi per niente i sistemi che favoriscano la mobilità con mezzi poco inquinanti.

Un tempo quando si guardava all’altra parte del mondo ed a tutti i problemi che essa aveva, al di là di un soggettivo disagio ed una sorta di fugace commiserazione per la triste sorte di intere popolazioni attanagliate dalla fame, dalle carestie e dalle malattie, null’altro si provava se non una sorta di pietà che durava, generalmente, lo stesso tempo necessario per apprendere la notizia che poi era bella che dimenticata.

Cosa c’è di più romantico di una candela accesa fra due persone che si amano, i poeti ne hanno fatto materia per le proprie odi, al punto che la candela accesa diviene un cult in quei locali dove si vuole porre grande attenzione alla cura ed al benessere delle coppie; eppure, anche questi “simulacri ” del romanticismo possono essere essi stessi fonte di problemi.

Che le città espongano allo stress, soprattutto quando sono interessate da una qualità della vita che presenta ai propri abitanti ritmi difficili, cui si aggiunge l’inquinamento, la difficile mobilità urbana e tutto quello che incide pesantemente sulle attività dei residenti, non è di certo un mistero. Si tratta di vedere, almeno per quello che ci riguarda, quali sono le città italiane che più di altre si presentano stressanti per chi vi viva.

Che il latte materno rappresenti per il bambino l’alimento principe per il suo benessere non ci sono dubbi, che la mamma in questo modo riesca a trasferire al figlio i nutrienti per garantire la salute del suo bambino è un fatto notorio; tuttavia, di fronte alla necessità che obbliga a volte a procedere alla sostituzione del latte materno con quello artificiale, ci si è chiesti se stante tale necessità per il piccolo in accrescimento, sia possibile affermare che il latte non naturale alla luce dei progressi scientifici compiuti dalla scienza dell’alimentazione, si possa parlare di una sovrapposizione in fatto di benefici per il piccolo fra il latte naturale e quello artificiale, ma la scienza medica continua ad essere ancora più orientata verso il latte materno guardato con occhio sempre più benevolo. Al punto che, anche nella constatazione dei fattori ambientali esterni negativi, come ad esempio, può accadere con l’inquinamento ambientale, il latte materno resta pur sempre, potendolo utilizzare, l’insostituibile alimento per il bambino da allattare.

La paura, uno stato d’animo che a volte ci salva in situazioni limite ma che altre volte finisce per essere essa stessa un problema maggiore rispetto a ciò che l’ha prodotta. Insomma, la paura può divenire fobia, nelle forme che rasentano la patologia e quando non sfocia verso questi estremi si presenta soltanto sotto forma di timore.
Il comportamento di chi preferisce acquistare prodotti verdi sembrerebbe essere improntato ad un maggiore egoismo. A rivelarlo è uno studio che è stato pubbicato su “Psychological Science” e che è stato portato avanti da Nina Mazar, professoressa di Marketing all’Università di Toronto. Una vera e propria discrepanza comportamentale che per certi versi sorprende.