
L’ictus, la terribile malattia cerebrale, è solitamente nell’immaginario collettivo legato alla tarda età, per non contare quanto questa condizione sia legata ad altre patologie, diabete, ipertensione arteriosa, cardiopatie etc..

Purtroppo, nonostante siano note le complicazioni derivanti dal diabete, malattia cronica e metabolica spesso prevedibile, ancora oggi in Italia il ritardo della diagnosi è una delle problematiche peggiori cui vanno incontro i pazienti, ritardo che può giungere fino a sette anni, quando i danni quasi sempre sono stati fatti abbondantemente.

E’ difficile poter stabilire quale sostanza assunta dall’esterno possa estrinsecare i propri benefici effetti a livello cerebrale, stante il grosso filtro che l’organismo dispone proprio per evitare il passaggio di eventuali sostanze dannose che potrebbero danneggiare il cervello; tale struttura si definisce barriera ematoencefalica ed è molto selettiva sul tipo di sostanze che debbano superarla rispetto a quelle a cui ne è impedito il passaggio.
La tecnologia rappresenta una grande alleata per la nostra salute. I prodotti informatici in particolare possono trovare e hanno già trovato ampie applicazioni nell’aiutare a superare problemi connessi ad alcune patologie. A questo proposito non si può non ricordare l’interfaccia cervello – computer completamente basata sul wireless.
Un’alimentazione equilibrata si basa sugli ingredienti che portiamo in tavola attraverso i cibi che consumiamo ogni giorno. Con molti non bisogna comunque esagerare, se non si vuole cogliere il rischio di attentare alla nostra salute. A tal proposito una certa attenzione si deve prestare all’uso dello burro per preparare le nostre ricette.

Torniamo a parlare di sale, di quel composto che usiamo nelle nostre tavole per aggiungere sapore alle nostre pietanze, quella sostanza che troppo spesso gettiamo sull’acqua della pasta a bollire con il pugno della mano, incuranti della quantità prelevata o che utilizziamo per spolverare l’insalata del tutto incuranti del fatto di salare troppo le pietanze.

La notizia segue uno studio del Cardiovascular Institute, Loyola University Medical Center nell’Illinois e pubblicato su Jama, condotto da due esponenti dell’ateneo americano, i professori David J Wilber e collaboratori che avrebbero concluso i lavori scientifici sostenendo che i farmaci antiaritmici sarebbero di gran lunga superati dall’ablazione chirurgica trans-catetere, ai fini di una remissione della patologia.

Un altro tassello nella lotta non solo delle ipercolesterolemie, ma anche delle malattie cardiovascolari, soprattutto infarti, è stato inserito attribuendo un nuovo ruolo alla Rosuvastatina, facente parte del variegato mondo delle statine, i farmaci nati inizialmente per contrastare gli elevati livelli di colesterolo anche in quei soggetti che si sottoponevano a restrizioni alimentari, senza sortire alcun miglioramento della patologie.

Purtroppo dopo un ictus non è sempre possibile sperare in un recupero funzionale di quelle strutture andate danneggiate dall’insulto cerebrovascolare subito, ne consegue che, spesso, la stessa riabilitazione psico-motoria riesca e dare benefici reali solo in alcune circostanze, molte altre volte il paziente non ricava nessun effetto da tali trattamenti dopo il fatto acuto, nonostante si sia sottoposto a estenuanti esercizi quotidiani.

Chissà perché, ma si ipotizzava che nei soggetti affetti da malattia cardiaca, incrementare l’apporto di vitamina B potesse in qualche modo rappresentare una protezione aggiuntiva contro gli esiti più nefasti delle cardiopatie in generale, infarto in particolare. Tale ipotesi era avallata dal fatto che alcune vitamine del Gruppo B, B12, acido folico e vitamina B6, esplicando la loro azione a livello di un amminoacido, l’omocisteina, potessero diminuire in questo modo i rischi di morte nei malati affetti da patologie cardiovascolari.

L’emicrania in qualche modo connessa con le malattie cerebrovascolari, da quando un gruppo di ricercatori dell’Albert Einstein Colege of Medicine statunitense, avrebbe dimostrato una correlazione fra gli accidenti vascolari e l’emicrania stessa.

Fino adesso coloro i quali russano tutt’al più sono additati come sconvenienti vicini di letto e null’altro; ma presto potrebbero essere considerati con più ponderazione sapendo che trattasi di persone che, senza neanche immaginarlo, a seguito del loro ronfare per tutta la notte, potrebbero incorrere in veri e propri accidenti di natura cardiovascolare.

Assicurare sempre la giusta quantità di sangue e, dunque, di ossigeno per il cervello è alla base della vita e del benessere pisco-fisico; si pensi ad esempio allo svenimento, un evento che può anche essere banale ma dipendente dal fatto di non aver potuto assicurare al cervello quella giusta quantità di sangue, per comprendere bene di quanto sia importante assicurare al cervello il giusto flusso ematico.

Infarti, malattie cardiovascolari, malformazioni cardiache congenite, sono fra le cause di morte ritenute fra le più importanti, ne consegue che l’attenzione della scienza medica in direzione di quelle cause che aprono la strada a tutte quelle patologie cardiache, debba sempre essere alta.