Più si sale in alta quota più si rischia di andare incontro a una serie di sintomi, legati alla scarsa presenza di ossigeno nell’aria: si va da senso di stordimento, mal di testa, debolezza, fino ai casi più gravi di edemi cerebrali e embolia polmonare. In genere tutti accusano qualche sintomo attorno ai 5000 metri di altitudine. O quasi tutti.
La ricerca scientifica compie passi avanti enormi, mettendo a punto ritrovati davvero eccezionali, che aprono prospettive interessanti e che ci indicano strade più facili da percorrere in futuro per la risoluzione di varie patologie e per la messa a punto di strategie terapeutiche innovative. Un passo decisivo è stato compiuto presso l’Università della California.
E’ conosciuta come HHT (Telangiectasia Emorragica Ereditaria) una malattia rara ereditaria che è caratterizzata da anomalie vascolari per cui i vasi sanguigni perdono il film protettivo che rende forti vene e capillari rendendo tutti gli organi potenzialmente soggetti a emorragia.

Allarmante dato è quello che è emerso in occasione di un recente Congresso di nefrologia e secondo il quale nel mondo soffrono di insufficienza renale cronica mezzo miliardo di persone, qualcosa come il 10% della popolazione mondiale totale, un numero questo destinato per’altro ad aumentare. Il rischio che i pazienti affetti da insufficienza renale cronica corrono è quello di assistere ad un deterioramento continuo, inesorabile ed irreversibile della funzionalità renale fino a giungere all’esigenza del trapianto d’organo.

Se si riuscisse a concludere nel miglior modo l’invenzione che è stata realizzata all’Università della North Caroline, in America, per la moderna medicina si aprirebbero scenari del tutto nuovi, come quelli di creare in laboratorio i globuli rossi del sangue. A quanto si apprende sarebbe un italo americano ad aver brevettato la stupefacente novità, ovvero, non solo creare globuli rossi artificiali, cosa cui si era già giunti, ma dotare queste strutture di quella plasticità ed adattabilità molto simili a quelli presenti in natura, ovvero, con la capacità di adattare le proprie forme e dimensioni in modo da penetrare anche nei vasi capillari con un calibro minimo ed assicurare in questo modo il giusto apporto ematico in tutti i tessuti.