Concedersi qualche bicchiere di troppo di alcolici durante i nove mesi di gravidanza potrebbe essere una scelta davvero rischiosa per la salute del piccolo, si sa. Ora, però gli specialisti avvertono di un nuovo possibile pericolo legato al consumo di bevande alcoliche durante la gestazione: la cattiva abitudine della madre potrebbe influire negativamente sulla fertilità dei figli maschi.
Tempi duri per l’uomo moderno: lo stile di vita attuale e lo stress arrivano a colpire anche nell’intimo, compromettendo la capacità riproduttiva maschile tanto che, secondo i dati del centro svizzero per la Medicina della riproduzione Procrea, negli ultimi due decenni il numero degli spermatozoi si è quasi dimezzato.
Per l’asportazione del fibroma uterino esiste una nuova tecnica non invasiva che si basa sull’utilizzo di campi magnetici e ultrasuoni ad alta energia. Si tratta di una tecnica molto importante, i cui dati relativi ai risultati che ha consentito di ottenere sono stati resi noti da poco in occasione del congresso della Society of Interventional Radiology di Tampa.
Molti di noi portano avanti delle abitudini quotidiane, alle quali spesso non fanno caso, ma che sarebbero da evitare, se teniamo alla nostra salute. Fra queste abitudini non possiamo non ricordare come molti sono soliti portare il loro cellulare nelle tasche dei pantaloni. Un comportamento che in realtà non è proprio innocuo, specialmente per gli uomini.

La Coca Cola è sicuramente buona e chi può metterlo in dubbio, ma non è esente dal rischio di creare problemi per la salute, al di là degli eventuali problemi digestivi attribuibili alla bevanda, ultimamente si è visto che la Coca Cola può determinare problemi anche alla fertilità maschile, come dimostra uno studio effettuato dall’Università di Copenaghen.
La stessa Unione Europea si è mobilitata per ridurre l’uso di alcuni agenti chimici presenti nei prodotti più vari e che possono rivelarsi dannosi per la nostra salute. Di recente nuove accuse sono state mosse nei confronti dei Pfoa (acido perfluoro - octanoico) e dei Pbde (polibromodifenileteri). Si tratta di composti chimici molto utilizzati.
In tema di fertilità molto interessante è una ricerca che è stata compiuta presso la St.Andrews University, che ha dimostrato come le donne già a partire dai 30 anni sono molte più vicine all’infertilità rispetto a quanto si possa pensare. Una scoperta che apre davvero nuove prospettive in questo campo. Eppure in molti non l’avrebbero detto.

Cambiano i tempi, le donne diventano mamme sempre più tardi, lo dimostra il dato secondo il quale il 34% delle donne genera il primo figlio superata la soglia dei 35 anni d’età, un fatto che ieri era improponibile, ancor di più se si pensa che molte donne diventano mamme a 39 anni ed oltre ancora.

Con una filosofia un po’ di ” bassa lega ” si potrebbe affermare, come del resto recita anche il detto popolare, che all’aumentare della pancia diminuirebbe la capacità dell’organo riproduttore maschile nello svolgere al meglio il suo compito, ma oggi una ricerca sicuramente col piglio scientifico degno di tale nome, andrebbe nella stessa direzione arrivando a sostenere che una dieta particolarmente grassa, che oltretutto causa spesso obesità, costituita per lo più da troppa carne e insaccati a scapito di frutta e verdura, arreca danni agli spermatozoi risultati, in ultima analisi, sicuramente meno fertili.
I problemi collegati all’obesità sono molti, anche quelli legati alla fertilità e alla vita sessuale. Da una ricerca portata avanti dall’ University of Utah e resa nota sul “Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism” è emerso che la vita sessuale sarebbe condizionata da i chili di troppo. In particolare negli uomini l’obesità è associata alla qualità degli spermatozoi, che determinerebbe una predisposizione all’infertilità.
Recenti ricerche americane sulla fertilità, effettuate dalla Università della Pennsylvania sulla base di osservazioni fatte nell’ambito delle donne che facevano uso di contraccettivi ormonali hanno valutato l’effetto dei contraccettivi ormonali orali sulla fertilità delle donne.
Il fenomeno della migrazione sanitaria ha origini delle più diverse: in alcuni casi si è parlato di risparmio, in altri di leggi, ma la realtà è ben diversa. Se per una cura odontoiatrica con pernottamenti e relax può essere meno costoso effettivamente recarsi nei paesi dell’Est, in altri casi si tratta di necessità: accorciare i tempi, trovare l’organo giusto, avere possibilità di salvare la prorpia vita, con cure che in Italia non ci sono, e così via.

Secondo i dati emersi dal XXV Congresso della Societa’ italiana di Andrologia sarebbero circa 500 mila le coppie che in Italia soffrono di problemi legati alla infertilita’. Nella meta’ circa dei casi e’ per problemi dell’uomo e nell’altra meta’ per problemi della donna.
Brutta notizia, bruttissima, quella che le agenzie di stampa (AGI) hanno diffuso stamattina: usare per periodi anche brevi lo psicofarmaco, specialmente nei casi di cure a malattie gravi, come potrebbe ad esempio essere uno stato di esaurimento, la bulimia o l’insonnia, provoca problemi sessuali gravi.