
Sia chiaro, la nostra epoca, di fronte al rischio di incorrere in gravi malattie neoplastiche è quella maggiormente esposta a suggestioni di fronte alla paura di un tumore alimentati da tutta una letteratura che invoca la prevenzione, l’allontanamento dei fattori di rischio, come rimedi principi per opporsi ai tumori.

Non sempre il rapporto esistente fra madri di pazienti in età pediatrica e pediatri è del tutto ottimale, lo dimostra un’indagine condotta dalla Regione Veneto, ma pensiamo che la stessa indagine condotta in ogni altra parte d’Italia sarebbe giunta alla stessa conclusione e cioè, che secondo quanto asserito da un campione di 276 pediatri, quasi il 63% delle madri dei loro piccoli pazienti richiede una terapia per il proprio figlio.

Altra controindicazione dell’aspirina, ovvero, l’acido acetilsalicilico e quasi tutti, per non dire tutti i Fans in particolare, ovvero, gli antinfiammatori di sintesi non steroidei; l’intera classe di quelli conosciuti, secondo un recente studio sarebbe associata alla perdita dell’udito parziale negli uomini di età inferiore ai 60 anni.

Di fronte ad una scatola qualsiasi di un farmaco, di norma ci si perde di fronte a sfilze di nomi, codici e quant’altro, anche se a differenza di un tempo sia le caratteristiche, che le indicazioni, le controindicazioni e gli effetti collaterali, comprese le avvertenze, di norma sono riportate all’interno nel foglietto illustrativo, mentre all’esterno della scatola resta ben visibile la composizione del prodotto, principio attivo ed eccipienti.

Da un lato abbiamo assistito ad una diminuzione del costo della spesa sanitaria nazionale di almeno l’1% fra un anno ed un altro, dall’altro abbiamo assistito ad un aumento del numero delle ricette prescritte dai medici; ma se tale buon risultato è giunto a noi, almeno per quanto riguarda la diminuzione della spesa sanitaria collettiva.

Il dolore, è la risposta dell’organismo ad uno stimolo, meccanico o a seguito di una malattia, una sollecitazione delle terminazioni nervose che genera un meccanismo di difesa che scaturisce dall’organismo e si tramuta in dolore. Il dolore, dunque, è risposta organica, a volte utile, che l’organismo però ha imparato in parte a controllare e per farlo ne deriva che dovranno ritrovarsi nel corpo armi per combattere la sofferenza.

Suggestivi i risultati di uno studio californiano dei ricercatori del California Teachers Study condotto su una popolazione di pazienti caratterizzata da 621 donne affette da carcinoma colorettale primario, una neoplasia a carico dell’intestino colon e retto, che facevano uso regolare di Fans, ovvero, farmaci antinfiammatori non steroide; per intenderci consideriamo capostipite di questa classe di farmaci, l’acido acetilsalicilico, l’Aspirina.

Si chiama scientificamente Insufficienza Venosa Cronica delle gambe, ma più comunemente si fa riferimento alle cosiddette vene varicose, una condizione clinica questa che riguarda almeno 35/50 persone su cento, ad ammalarsi invece in maniera plateale con i segni della patologia consistente in una più o meno ricca ragnatela di vasi che fuoriescono dalle gambe sono circa il 10% dell’intera totalità delle persone affette, in larga misura rappresentate da donne.

Chi l’ha detto che il farmaco placebo non aiuti, tutt’altro, nella cura delle malattie croniche in associazione con farmaci attivi, il placebo, ricordando che si tratta di un farmaco privo di principio attivo e dunque inerte sotto l’aspetto terapeutico, ha il suo effetto positivo inducendo nell’individuo la consapevolezza di essere aiutato a guarire sia pure con una sostanza priva di effetti terapeutici.

Non è vero che un farmaco per uso topico, come può essere una pomata o una crema da spalmarsi sul corpo per le diverse indicazioni previste, non possa arrecare danni sistemici in organi o apparati anche molto distanti dal luogo dell’applicazione; lo dimostra la necessità di procedere ad una revisione della scheda tecnica di un farmaco di uso comune come è di fatto il Voltaren Gel.

Quando un dolore articolare o muscolare ci coglie all’improvviso, ad esempio, a causa di uno stiramento, di una distorsione, di una contrattura le cui cause possono essere tanto diverse l’una dall’altra, il rimedio verso queste manifestazioni è per lo più rappresentato dai farmaci, fans e miorilassanti ad esempio, ma da oggi esiste una soluzione che non è di tipo farmacologico.

Che i cosiddetti Fans, ovvero i farmaci antinfiammatori non steroidei agiscano bene contro l’infiammazione e le sintomatologie dolorose in genere non ci sono dubbi, che gli stessi fans abbiano dimostrato una buona efficacia terapeutica contro la fase acuta dell’emicrania è parimenti indubbio, si tratta di stabilire, sulla scorta delle nostre conoscenze fin qui note, quali fra le diverse molecole abbiano manifestato maggiore e più duratura attività terapeutica.

Il tè, senza detenere lo stesso grado di preferenza da parte dei consumatori rispetto ad altre bevande, pensiamo, ad esempio, al caffè, resta pur sempre una bevanda prescelta soprattutto per suggellare certi rituali e certi momenti della giornata soprattutto in certi Paesi come l’Inghilterra. Ed è proprio da questa Nazione che proviene uno studio particolareggiato su una varietà di tè alla menta con delle proprietà terapeutiche insite nella bevanda stessa, ad esempio quello di rivestire un ruolo nell’ opporsi al classico mal di testa al pari di quanto farebbero certi fans, ovvero, i farmaci antinfiammatori non steroidei, l’aspirina ad esempio.

Continuiamo a parlare di Sindrome Premestruale, un problema sociale per il mondo delle donne, lo dimostra il dato secondo il quale tale sindrome si riflette con il suo carico di fastidio fino a rappresentare una vera sofferenza, per 25 donne su 100 che non sono certo una percentuale da poco se consideriamo che in quasi metà del campione rappresentato da coloro che soffrono di questa sindrome questa finisce per riflettersi negativamente nel rapporto con gli altri e nell’adempimento delle proprie attività fino a divenire un vero e proprio problema sociale. Ma non è tutto, più di metà degli appartenenti al campione di coloro che affermano di soffrire di sindrome premestruale, sostiene di riverberare gli effetti negativi di tale situazione che a volte sfocia in una vera e propria patologia, anche all’interno della coppia e nel 70% dei casi anche nell’attività lavorativa o, per le più giovani, nelle attività scolastiche.