
Depressione ed emicrania, due facce, a volte, della stessa medaglia l’una associata all’altra, al punto che qualche molecola farmacologica funziona sia nell’una che nell’altra patologia, persino il TMS ( transcranial magnetic stimulation ) tramite un apparecchietto in grado di rilasciare impulsi contro l’emicrania ed in grado di spegnere il sintomo doloroso dell’emicrania stessa,come dimostra un lungo e particolareggiato studio americano.

Si guarda tanto alla tossicodipendenza vista come una vera e propria minaccia sociale, ci si scaglia, giustamente contro l’abuso dell’alcol, ritenuta una grave minaccia per la nostra salute perché fonte di gravi malattie, ma poco si fa, anche perché il fenomeno è per lo più sconosciuto, su un’altra dipendenza, la farmacodipendenza.

Non si è per nulla spenta la vasta eco derivante dalle dichiarazioni del cantante Morgan, anzi, con la sua esclusione a Sanremo l’artista pare averci persino guadagnato in visibilità e se questo era il suo fine, pare esserci riuscito alla grande. Ma c’è una cosa che Morgan ha detto al settimanale Max e che, indipendentemente dai riflessi che ha determinato sull’artista, era del tutto errata e irresponsabile.

Quando si parla di depressione più volte s’è sostenuta la necessità di intervenire soprattutto con i farmaci e poi con tutto il resto alla luce delle conoscenze consolidate che fanno si che tale malattia mentale scaturisca da tutta una serie di squilibri che avvengono ad opera di due neurotrasmettitori capaci di tornare in ordine solo quando su di essi intervengono apposite molecole farmacologiche.

C’è ancora molta, ma meglio sarebbe dire, troppa diffidenza da parte delle donne nei confronti degli psicofarmaci utilizzati per curare le diverse forme depressive, non tanto nei confronti di queste molecole utilizzate per curare la depressione, semmai per via del fatto di ritenere, almeno dando corso al sondaggio effettuato, che la depressione è una malattia insidiosa, per alcuni pure incurabile, al punto da temerla più del cancro al seno.

Due farmaci noti ed importanti nella stessa misura pur se con indicazioni diverse; parliamo del tamoxifene, un farmaco per il trattamento del carcinoma mammario avanzato nelle donne in postmenopausa con patologia in progressione e la parozetina, un farmaco antidepressivo appartenente alla classe degli SSRI (inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina).
I sintomi depressivi possono verificarsi anche in concomitanza con il periodo invernale. Ciò si verifica in modo particolare in quelle persone che soffrono del “seasonal affective disorder“, un disturbo che si manifesta soprattutto in seguito alla poca luce solare che si ha in inverno. Ma un rimedio sembra esserci: la terapia della luce.

Mi annoio da morire…. quante volte lo abbiamo sentito dire, un’esclamazione più paradossale che altro, figurarsi, ma che, inconsapevolmente parerebbe detenere un fondo di verità, almeno ciò da quando Annie Britton e Martin Shipley dell’University College di Londra, avrebbero dimostrato che di noi si può morire, ma a patto che….

Il male oscuro, quello che ti fa vedere il mondo come dietro degli spessi occhiali neri, dello stesso colore in cui pare tingersi il mondo all’interno di un tunnel privo di uscita, quello che ha ispirato poeti e scrittori della nostra letteratura italiana e straniera ma che di poetico non ha proprio nulla, se non la disperazione nel voler uscire dal male oscuro.

Ne sanno qualcosa i fumatori ai quali se si chiedesse loro se hanno mai pensato di smettere, nessuno o quasi, risponderebbe negativamente e, si che motivi per smettere di fumare ce ne sono un’infinità, lasciamo perdere quelli noti per essere dannosi alla salute, pensiamo solo all’alto costo cui vanno incontro i fumatori nel corso delle loro giornate attorniati dal fumo di sigaretta.

Fumare fa male e quando lo ricordiamo è un po’ come se scoprissimo l’acqua calda…. Ne consegue che smettere è necessario, forse persino indispensabile, per non considerare che per chi soffre di una malattia importante l’allontanamento della sigaretta diviene un imperativo categorico!

La droga fa male? Per il cantante Morgan fa tutt’altro che male, anzi, farebbe pure bene a chi è depresso e lui lo è o lo è stato, non si capisce bene… la prescriveva anche Freud, secondo il cantante, perché mai non dovrebbe farlo anche lui, ma lui chi? Morgan e chi è Morgan, un artista si definisce, ma non ci sembra abbia mai pubblicato un lavoro scientifico attestante che la cura per la depressione è la cocaina.

Si chiama tricotillomania, un nome che sembra uno scioglilingua e dunque difficile da ricordare ma che indica quella condizione patologica che porta chi ne soffre a strapparsi peli e capelli di fronte ad un disagio ed ad un’angoscia, un bisogno quasi impellente ed insopprimibile che si manifesta anche di fronte alla necessità di concentrarsi su qualcosa di particolarmente impegnativo a livello mentale.

E’ facile ritenere che essendo la depressione una patologia comune nei soggetti anziani, alla stregua dell’ictus, andare ad individuare quanto l’una patologia incida sull’altra è davvero arduo, ma non per gli scienziati che avrebbero recentemente stabilito un nesso fra la depressione e gli accidenti vascolari in generale, concludendo che l’umor nero, tipico del paziente depresso, alla lunga aumenta il rischio di ictus.